Giuseppe Mazzini

   

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Riferimenti a Chieri: come potete vedere nella cartina anche a Chieri è ricordato il nostro personaggio con una bella piazza a lui dedicata.

 

Le donne del Risorgimento

 

Quando parliamo di Risorgimento pensiamo a uomini. Sono questi i padri della patria. E le madri? Le donne?

In una società ottocentesca in cui la donna è soprattutto moglie e madre, è difficile pensare che le donne abbiano avuto un ruolo attivo, ma non fu così perché furono tante a dare il loro contributo con idee e progetti. In particolare Giuseppe Mazzini ebbe la fortuna di fare la conoscenza di diverse donne nella sua vita.

Qui ne riportiamo qualcuna:

Giuditta Bellerio Sidoli, è stata una patriota italiana, figura femminile particolarmente emancipata per la sua epoca, fu tra i fondatori del giornale La Giovine Italia. Fu amante e collaboratrice politica del nostro eroe.

Margaret Fuller Ossoli, una giornalista americana del New York Tribune inviata in Europa nel 1847 dal suo giornale per il quale scrive dei reportage molto seguiti. Quando arriva in Italia ed incontra Mazzini è già molto famosa in quanto autrice del libro-manifesto del femminismo dell'epoca «Le donne del XIX secolo». Mandata a seguire le vicende della Repubblica di Roma, da piazza Barberini, a pochi passi da Mazzini eletto nel triunvirato capo della Repubblica, invia dei pezzi di grande partecipazione.

Katherine Hill, con la quale Mazzini ha una corrispondenza che ha inizio nel 1841  e si conclude nel 1871, pochi mesi prima della sua morte. Le lettere illuminano le idee, la politica e la personalità di Mazzini per un periodo di trent’anni, durante il quale egli emerse come un personaggio di primo piano sulla scena politica europea.

Virginia Pio Menotti, sorella di Ciro Menotti, esule in Svizzera con la cognata, i nipoti ed i figli per aver partecipato ai moti del 1831 a Modena, sprona gli esuli alla vendetta (“Non basta piangere, bisogna vendicarli”). Nel 1846 la ritroveremo, in Toscana, attiva sostenitrice della causa mazziniana (a lei Mazzini chiede oggetti per fare un mercatino a Londra per finanziare gli esuli italiani)

Giorgina Saffi, moglie di Aurelio Saffi, che sposò nel 1857. Validissima collaboratrice del marito, legata a Mazzini da una quanto mai salda amicizia, ne condivise appieno le idealità, adoperandosi per la loro diffusione. Particolarmente attenta alla condizione delle donne, di cui evidenzia il ruolo fondamentale nell’ambito familiare e sociale, promosse l’associazionismo femminile e aderì nel 1875 alla campagna dell’inglese Josephine Butler per l’abolizione della prostituzione. “La vita è un dovere”; “I diritti sono la naturale conseguenza dei doveri assolti”: queste le convinzioni a cui si attenne, con assoluta fermezza, per l’intera esistenza.