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Chi sparò al colonnello Rajmondi?

Clamoroso! Abbiamo ricostruito attimo per attimo il tentato omicidio del colonnello Rajmondi a San Salvario l' 11 Marzo 1821. Citiamo l'articolo di Beolchi nella "Rivista Contemporanea Nazionale Italiana", il libro "I miei ricordi" scritto da  Avezzana e infine Brofferio, "I miei tempi".

Sono tante le testimonianze raccolte da diversi libri che rivelano l' identità di chi sparò al colonnello Rajmondi. Iniziamo col citare la "Rivista Contemporanea Nazionale Italiana", nel novembre 1864, che raggruppa vari articoli: uno di questi è di Carlo Beolchi che narra la  scena dell'attentato a San Salvario ai danni di Rajmondi però evidenziando alcuni particolari... Un gruppo di rivoltosi, capitanato da Ferrero, in cui facevano parte Angelo Brofferio, Avezzana, volevano una costituzione di tipo "spagnolo" e l'indipendenza dell'Italia. Si trovarono a San Salvario quando il colonnello Rajmondi li intimò agli arresti, lo invitarono a ritirarsi, egli insistette con maggiore baldanza e diventò molto minaccioso. Il tutto non  piacque ad uno studente di cui conosciamo il cognome, Nicolini, che estrasse di tasca una pistola e sparò, ma la pistola secondo l'autore aveva la palla (differentemente dagli altri due libri che vedremo più in là). La pallottola sfiorò il colonnello lievemente sulla guancia sinistra. Rajmondi, benché il colpo fosse stato lieve, perse le forze. Un capitano e un servo (venuti ad accompagnarlo) furono costretti a sorreggerlo. Il tutto non piacque a Ferrero, chiedette a qualcuno se ci fosse un medico esperto in chirurgia, si fece avanti il medico Carta che soccorse il colonnello. Tornò presto col lieto annuncio che la ferita era solo una lieve scalfittura alla guancia sinistra.

Ecco qua la traccia autentica della rivista contemporanea nazionale italiana   

 Potete trovare questo episodio grazie a questo link alla pag. 299-300

http://www.archive.org/stream/rivistacontempo30unkngoog#page/n802/mode/1up

 Nel libro"I miei ricordi" scritto da G. Avezzana, un protagonista dei fatti, l'inizio è lo stesso dell' articolo di Beolchi, parla sempre del gruppo di rivoltosi che volevano la costituzione e l'indipendenza dell'Italia e dell'arrivo del colonnello. Lo studente Nicolini, differentemente da quanto riportato dalla Rivista, non aveva la palla era solo carica a polvere da sparo, buon per Rajmondi! Però a quest'ultimo venne paura, piangeva credendosi morto (forse per lo shock che subì, ma non capiamo come si faccia a piangere se ci si crede morti).

Ecco la traccia autentica de "I miei ricordi"

 

se volete vedere il libro alle pagine 15-16 seguite questo link:

http://www.archive.org/stream/imieiricordi00avezgoog#page/n22/mode/1up

 Infine, la versione di Angelo Brofferio. Questo tomo cita un altro personaggio molto amico dell'autore del libro, lo studente Ollino che, quasi per scherzo, aveva regalato al compagno un fucile che poi si rivelerà rugginoso e soprattutto privo di polvere e palle. Ora basta con le presentazione, passiamo ai fatti. A San Salvario il colonnello Rajmondi con la spada andò contro il capitano dei ribelli ma quest'ultimo avendo ribrezzo ad alzare le mani sopra il suo comandante ordinò agli studenti di allontanarlo. Egli per questo non si trattenne e insultò il gruppo con minacce. Allora Nicolini facendosi avanti arditamente tirò fuori la pistola e gli sparò in volto. Nessuno seppe mai spiegare come il colonnello non riportasse né ferite né contusioni (ma Avezzana ce lo ha già spiegato nel brano precedente). La spiegazione è questa: che la pistola di Nicolini era senza palla. Ricordate che il fucile di Brofferio era scarico: il Nicolini aveva la polvere, ma non le palle. Quindi i due divisero quel che avevano, ma le armi erano caricate a salve. In ogni caso, Brofferio aspirante scrittore vedendo per terra Rajmondi cominciò a comprendere che nella rivoluzione non si moriva per burla come in teatro.

Questa versione è la più completa e convincente. Perchè Brofferio vide con i suoi occhi Nicolini che, con la sua pistola sparò a Rajmondi. Ma solo lui racconta della divisione della polvere da sparo, che solo lui poteva conoscere. Perciò,secondo noi, questa testimonianza  di Brofferio è  più realistica e completa  rispetto alle altre due.

 Ecco qua sotto le tracce autentiche delle testimonianze

Qui sopra la divertente testimonianza di chi sapeva tutto

anche qua vi diamo il link pag. 281 a 284

http://www.archive.org/stream/imieitempimemori11brof#page/n283/mode/2up