MODI DI DIRE DEL MONDO DELLA TESSITURA CHIERESE

Da un contributo del liceo scientifico Augusto Monti. Tutte le voci sono state raccolte e spiegate dal signor Armando Brunetti e da Beppe Ferrero

  Cliccando qui le parole di Beppe Ferrero

Tutte le espressioni tipiche del mondo della tessitura chierese sono trascritte con le regole  della grafia piemontese. Le abbiamo radunate raggruppandole attraverso la lettera iniziale. Si raggiungono cliccando sulle lettere. 

  

                        

     

 

                             

 

 

 

 

 

 

  1. A l' come un bambas da lum che s'a fa nen ciair a fa fum: come lo stoppino  da lume che se non fa chiaro fa fumo. Detto di operaio che se non lavora non produce.

 

  1. A l' pi nen l temp che Berta a filava: Non pi il tempo che Berta filava. Ad indicare la fatica del lavoro di una volta.

 

  1. A l un cusi da crch tir la gucia sensa grop: un cucire da sciocchi tirare lago senza aver fatto prima il nodo.

 

  1. Al ciair dla candila la canavassa a smiija tila: al chiaro della candela un tessuto poco pregiato sembra una tela.

 

  1. Al sartor pver a se strz la gucia: al sarto povero si piega lago (cio piove sempre sul bagnato).

 

  1. A tila ordia Nsgnor a-j manda l fil: a tela ordita Nostro Signore manda il filo (aiutati che il ciel taiuta).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1. Brgno n sla bara: cieco sulla bara. Segno di fine pezza usato per indicare una donna giunta al momento di avere famiglia.

  Cliccate qui per vedere il video della testimonianza

 

 

2. Bati l cartlon bianch: battere il cartone bianco, cio essere pigri. Nelle macchine jacquard quando si trova il cartone bianco i fili non lavorano.

  Cliccate qui per vedere il video della testimonianza

 

 

3. Buta gi l rlo: finire il cavo ordito. Si usava dire cos anche quando nasceva un figlio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1. Cha intra nen tra fus e rca chi cha veul nen essi fil: non entri tra fuso e conocchia chi non vuol essere filato, cio: tra moglie e marito non mettere il dito.

 

2. Chi cha la pi d fil a fa pi tila: chi ha pi filo fa pi tela, chi ha pi denaro ha pi possibilit.

 

 3. Chi a veul avj bon-a tila d lin, cha ordissa grss e cha tssa fin: chi vuole avere buona tela di lino, ordisca grande e tessa lino, cio si impegni al meglio.

 

4. Chi cha tn l rastel a l col cha comanda: chi tiene il pettine quello che comanda; indica chi ha mansioni importanti.

  Cliccate qui per il video della testimonianza di Armando Brunetti

 

 

5. Chi cha fila a la una camisa, chi a fila nen a na doi: chi fila ha una camicia, chi non fila ne ha due; ad indicare che il lavoro del filatore poco redditizio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1.  Daje l'eva al tl: dai l'acqua al telaio. Termine tuttora usato per avviare i telai, originario dei vecchi telai azionati da motore a vapore.

  Cliccate qui per vedere il video della testimonianza

 

 

2.  Dsdavan: dire stupidaggini. Termine significante letteralmente "srotolare".

 

3.  Deye dr fil a la cometa: allungare il filo dell'aquilone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  1. Essi padron dla ciav dij canaveui: esser padroni di niente (i canaveui sono lo scarto delle canne di canapa).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  1. F le sple: avvolgere il filo sulle spole, cio far le fusa;

 

   2.  F le spole fin-e: avvolgere il filo sulle spole fini, cio essere prudenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1. Giu a f l vindo: giocare a fare larcolaio, cio girare intorno ad un argomento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1.   It ses na testa ch'a va bin a f 'n p d vindo: sei una testa che serve a fare il piede dell'arcolaio. Essere un grande testardo. Hai una testa      talmente dura che simile al sostegno del vecchio arcolaio, usato per dipanare le matasse.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1.  Le braje d tila a van sempi an aria: le braghe di tela vanno sempre in aria , essere superficiali.

 

2.   Lengua da filoira: lingua da filatrice, che parla molto, perch non deve concentrarsi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1. Mecanica cha picta: meccanica che sbaglia, impazzisce; frase usata ancora oggi per indicare la macchina jacquard che non prende tutti i fili. Detto per persona sfaticata o malata di mente.

  Cliccate qui per vedere il video della testimonianza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1. Porta gi l navtte: metti gi le navette: Era la frase che si diceva alloperaio del telaio a mano quando veniva licenziato, oppure quando era ormai troppo vecchio per lavorare.

  Cliccate qui per vedere il video della testimonianza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1. Smij e nen essi a l com n ord sensa tessi: sembrare e non essere come un ordito senza tessitura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1.  Taca 'l crcori: attacca le carcore. Parola che serviva per indicare i pedali delle armature dei telai a mano.

 

2.  Taca l piomb e peui tarcuri: attacchi il piombo e poi vai indietro, ricominci da capo. (I piombi venivano usati per segnare la fine del disegno nella stoffa).