Piazza Cavour

 

 

Entrando in Chieri da Torino e oltrepassata la piazzetta di S. Antonio si incontra sulla sinistra la bella piazza Cavour, ricca di testimonianze storiche e architettoniche, ma non è della piazza che ci dobbiamo interessare bensì della chiesa dei Gesuiti e degli edifici medievali circostanti.

Anche a Chieri, così come tante altre città italiane, nel XIII secolo comparvero presenze religiose importanti quali "ospedali" per i pellegrini dei conventi degli ordini questuanti e predicatori. Lungo la "strada maestra", nei pressi della porta occidentale, venne edificato l'Ospedale dell'ordine degli Antoniani, presenza destinata ad incidere profondamente sulla società chierese fino a legare il nome della chiesa alla zona adiacente indicata come "platea S. Antoni" (oggi piazza Cavour). La chiesa gotica di S. Antonio fu completata verso il 1445 e di questa fase rimane a testimonianza il campanile romanico ben visibile ancora oggi dalla piazza. Purtroppo la decadenza dell'ordine degli Antoniani e i danni arrecati all'edificio dalla guerra franco-spagnola del 1551, resero necessari lavori di ristrutturazione che modificarono totalmente il precedente impianto architettonico soprattutto nell'adiacente convento. Scomparso l'ordine degli Antoniani nel 1628 il complesso fu

 

affidato alla Compagnia di Gesù, presente in Chieri già da alcuni anni, e furono i Gesuiti a riaprire il cantiere con due progetti successivi del 1650 e del 1709. Una visione della chiesa di Sant'Antonio (ancora goticheggiante e col suo bel campanile prospiciente piazza Cavour priva della chiesa di San Bernardino), tutta circondata e chiusa da piccole e basse casette medievali, la si può osservare nel Theatrum Sabaudiae del 1682. Le ricostruzioni posteriori hanno cancellato dalla piazza gli edifici trecenteschi e oggi non rimangono più tracce delle "domuncole" compresa quella citata nelle deposizioni del Galosna del manoscritto 3217 della biblioteca Casanatese di Roma del 1388 quando l'eretico confessa all'inquisitore i nomi di alcune persone chieresi conosciute negli incontri avuti prima del processo e accusa come eretica tale RICHA, per aver fatto parte della sinagoga di San. Giacomo specificandone l'indirizzo "...condam morabatur prope Sanctum Anthonium". Oggi questa piazza non presenta più l'aspetto medievale di un tempo e solo il riflesso del campanile nello specchio d'acqua della moderna fontana situata nel centro dello spazio percorso incessantemente dal traffico automobilistico può rievocare antiche presenze e ricordare il passaggio in questo luogo di una donna eretica chiamata RICHA.


 

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