Piazza Duomo

 

 

L'edificio gotico della chiesa di Santa Maria della Scala che si ammira ancora oggi risale ad una costruzione iniziata nel 1405 e terminata intorno al 1436, nella prima metà del XV secolo, ma le origini della chiesa sono certamente più antiche, così come risulta sia dai documenti d'archivio sia dalla presenza di alcune strutture architettoniche precedenti al 1405.

Nel 1037 Landolfo, Vescovo di Torino, descrive le opere di ricostruzione da lui attuate in Chieri e indica "...una chiesa... in onore della Santa Genitrice Maria... comandò che fosse costruita...". Sicuramente la chiesa di Landolfo sorgeva sullo stesso luogo della successiva chiesa gotica anche se è difficile oggi stabilire correttamente la consitenza archittettonica di quel primo edificio: la Cripta e il Battistero sono in effetti più antichi del 1400, ma non si ha la certezza che appartenessero alla chiesa del vescovo Landolfo. Nel "Theatrum Sabaudiae" pubblicato nel 1682 ad Amsterdam viene presentata Chieri come città ancora molto medievale e il Duomo è circondato da tutta una serie di bassi edifici sopra i quali si identificano le torri dei Balbo, dei Merlenghi, degli Albussano e, Affronti, quella dei Tondenito... È proprio in questo isolato fronteggiante il Duomo che molto probabilmente esisteva anche l'abitazione di un eretica citata negli atti del Manoscritto 3217 della Biblioteca Casanatese di Roma relativa alle disposizioni di A. Galosna (15 novembre 1387) dove si legge "...La Rivaltella,

originaria di Vergnano ed abitante in Chieri presso il fronte di Santa Maria della Scala..." accusata non solo come sospetta "de Valdesi", ma anche di fare "multa sortilegia...". Oggi nella piazzetta davanti al sagrato del Duomo si trovano vecchi edifici rimaneggiati accanto ad anonime costruzioni edificate nel dopoguerra che hanno eliminato ogni traccia delle precedenti piccole case medievali, le "domuncole", costruite su un modello degli edifici rustici delle campagne (con pianta rettangolare a due piani fuori terra, ciascuno composto da due camere affiancate, il secondo piano servito da scala esterna in legno adiacente a uno dei lati minori che permetteva di raggiungere un balconcino, sempre in legno, chiamato "lobia" coperto dalla spiovente del tetto e affiancato dalla pubblica via) e destinate a una popolazione povera di contadini inurbati, condizione alla quale, molto probabilmente, apparteneva la Rivaltella.


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