Piazza Mazzini 

 

Raggiungibile da via Carlo Alberto (la contrada delle drapperie) per chi sale dalla centralissima via Vittorio Emanuele (la via maestra), o da via San Giorgio (la via dei canali) per chi scende dall'alto, dove è situata l'omonima chiesa di San Giorgio,questa antica piazza medievale aveva il nome di "platea Marchadilli" perché quasi tutti gli edifici che la circondavano erano proprietà dei Mercadillo, una famiglia appartenente all'antica aristocrazia locale: soltanto più avanti negli anni questo nome venne storpiato in "piasa del Merchato" anche perchè nella piazza erano presenti botteghe artigiane e soprattutto molti banchi del mercato tanto che nell'Ottocento veniva indicata, in una traduzione popolare dialettale, come "piasa del mercà d'euv" (piazza del mercato delle uova) alludendo proprio al fatto che quello era il luogo dove i contadini vendevano uova e pollame.

Delimitata dalla chiesa di San Guglielmo (di origini gotiche, ma con la facciata neoclassica), dal vecchio Palazzo di Città (poi ristrutturato dal Vittone nel 1771) e dai palazzi Mercadillo (ora Opesso) e Valfrè, piazza Mazzini era il punto di incontro dei quattro quartieri nei quali era divisa la città (Vayrum, Harenarum, Jalnum e Albussanum) e luogo tra i più intensamente frequentati. Osservando questa piazza nell'immagine che ci trasmette il Theatrum Regiae Celestitudini Sabaudiae Duci (il Theatrum Sabaudiae) del 1682, cioè prima degli interventi architettonici settecenteschi l'antico palazzo comunale fa bella mostra di sè accanto alla facciata di San Guglielmo, una delle chiese più antiche di Chieri che ha subito totali rifacimenti proprio nel secolo XVIII. Nel 1328 il Consiglio Maggiore della Rebubblica di Chieri si riuniva in un palazzo appositamente adibito "nei pressi di San Guglielmo", ma la documentazione disponibile non ne permette l'esatta localizzazione: solo nel 1461 si hanno atti certi sull'acquisto da parte del Comune di una casa in platea Merchadilli per destinarlo a propria sede. Per due secoli il municipio rimase nell'attuale Piazza Mazzini e nel suo interno, oltre alla sala del Consiglio, del Catasto e dell'archivio comunale, trovavano collocazione anche le carceri, sistemate all'ultimo piano in una situazione di immaginabile disagio dovuta alla difficile convivenza di queste ultime con i restanti uffici.

Piazza Marcadillo era il luogo destinato alle esecuzioni capitali e ai roghi degli eretici: molte volte nel Trecento e nel Quattrocento su questa "platea" i chieresi ebbero occasione di assistere agli orrori del rogo. È qui che il 10 Marzo 1395 venne eseguita la condanna dell'eretico Giacomo Ristolassio "... al rogo con il privilegio di essere strozzato prima che si desse fuoco alle fascine..." Sempre in questa piazza il 3 Agosto 1412 si arsero i resti mortali di 15 eretici morti precedentemente ed esumati appositamente per essere posti al rogo in ottemperanza alla sentenza dell'inquisitore Giovanni Susa.


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