Piazza IV Novembre 

 

L'anello di case arroccate intorno alla collina di San Giorgio ha conservato urbanisticamente l'impronta medievale e lo slargo che si incontra percorrendo via IV Novembre (che insieme a via San Giorgio tracciano i confini superiori dell'anello popolarmente chiamato la "chiocciola") offre alla vista interessanti prospettive, tutte permeate di fascino antico.

Anche se gli interventi architettonici successivi hanno trasformato gli edifici medievali, ancora oggi ci si può immergere in uno spazio "trecentesco" come solo piazza IV Novembre sa offrire. Molti chieresi la ricordano e la identificano tuttora come "piazza del mercato dei buoi " a testimoniare quella che fu per moltissimi anni la destinazione principale di questo spazio urbano che nel Medioevo era sicuramente luogo di animato convegno per chi proveniva da Airali , Gassino, Andezeno e Baldissero, cioè da "fuori mura", con gli animali destinati al "foro boario". Tutta una serie di bassi fabbricati circondavano la piazza e tra di loro si aprivano a raggiera ripide stradine che scendevano verso la parte bassa della città. Gli abitanti, molto probabilmente, non dovevano essere di elevata estazione sociale e forse proprio per questo motivo quando Antonio Galosna, nella sua deposizione del 15 novembre 1387, accusa una donna di essere"...de sinagoga iohannis..."

 

(e quindi eretica) non ne pronuncia il nome, ma sente il bisogno di specificare che è conosciuta come "ucxorprinoni de Castro" e, come tale, abitante nella piccola casa del marito(una "domuncula?")posta in foro bovum. La dettagliata indicazione del Galosna era forse dettata dalla speranza che questo personaggio nutriva di convincere della propria sincerità l'inquisitore Antonio da Settimo confidando di poter scagionarsi e non essere posto al rogo. Sappiamo invece che, nonostante le dettagliate e copiose rivelazioni fornite, Antonio Galosna venne ritenuto di eresia catara e condannato a morte dalla santa Inquisizione insieme ad un suo correligionario chiamato Giacomo Bech. la sentenza fù eseguita a Torino e i due morirono sul rogo in piazza Castello il 5 Settembre 1388.


 

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