Noi della 2° C abbiamo elaborato per il Web una ricerca precedentemente portata a termine dalla terza E sui soprannomi diffusi in epoche più o meno recenti nella nostra città

    La 3°E con la prof. Perilongo      

       "Bertìn era entrato tardi a far parte del gruppo dei barboni chieresi,(.....) aveva tutte le carte in regola per poter appartenere alla combriccola: pigro, unto, ubriacone, litigava continuamente con tutti ed in particolare coi suoi colleghi sfaccendati.(...) Nelle prime ore del pomeriggio, la sua stabilità, a causa del vino ingerito, cominciava ad oscillare ampi zig-zag;(.....) Lo chiamavano "la torre di Pisa" perché, pur pendendo, rimaneva sempre ritto.(.....) Un angolo al riparo sotto l’arcata di un ponte era sufficiente per passarvi la notte e dargli ospitalità.(....) Lo seguiva a ruota l’inseparabile Stupìn, gesticolando ed inveendo ogniqualvolta che il suo amico sembrava dovesse crollare (...) In terza posizione veniva Pertica, dondolandosi nella sua curiosa andatura, lungo come una pertica, dinoccolato e scheletrito. Gli avevano affidato quel nome per le sue gambe lunghe e stecchite che sembravano enormi trampoli.(....) In quarta posizione veniva "Flip el drìt" seguito dalla sua fida compagna, una piccola cagnetta.(....) Ultimo anello della triste catena, Trumè, piccolo e tozzo con una barba perenne irta ed arricciata,(...) portava sempre a tracolla il tascapane e l’immancabile gavetta, gloriosi cimeli della sua appartenenza alla "territoriale" nella guerra del ’18 . Camminando, sussurrava continuamente la medesima frase: "ass capìss, ass capìss", ma nessuno capiva ciò che lui intendeva dire......"

 

Luigi Roccati, nel suo bellissimo libro "Barboni a Chieri", ci ha raccontato la vita di personaggi caratteristici della nostra città, con uno stile fresco che ci porta anche a dimenticare un po’ la loro grande fatica di vivere, la loro scelta di emarginazione.

Avevano tutti dei soprannomi; solo loro? No, i soprannomi di Chieri, gli stranòm, sono tantissimi, quasi tutti i Chieresi un tempo avevano il loro, e alcuni sono ancora in uso tra gli anziani .

Noi abbiamo voluto raccoglierli, tutti quelli che ci sono stati comunicati ( 1069), a voce o per scritto, partendo dal manoscritto di Deregibus e aggiungendo poi quelli di Bebi Martano e Piero Fonio, Igino Vergnano e Renzo Pertusio, Domenico Vergnano, Gastaldi Giovanni e sua moglie e di altri testimoni .

Deregibus

i testimoni raccontano

Molti sono stati di difficile lettura e comprensione, perché la grafia non corrispondeva esattamente alla pronuncia; soprannomi spiegati si riferiscono alla prima persona di cui abbiamo saputo il cognome, ma, poiché anche altri li portavano, non è detto che per loro avessero lo stesso significato (per alcuni il significato è stato motivo di discussione tra i vari testimoni: noi abbiamo riportato tutte le versioni, anche con il punto di domanda; un esempio per tutti, nella certezza che il possessore non si offenda: RATIN era l’elettricista Ratti, velocissimo ma chiamato così anche per via del suo cognome; RATIN:TOPINO era però anche Stroppiana, afferma qualche testimone).

Dunque, i soprannomi possono essere lo storpiamento di un cognome, un nome, o una parola qualunque; possono ricordare un’intercalare inventata, un’imprecazione ripetuta, un "neologismo" con o senza significato proprio: solo gli anziani e chi li portava potrebbero risolvere i tanti dubbi che per noi restano per ora insoluti.

Abbiamo pertanto deciso di elencare tutti i termini ricevuti, anche quando é evidente che sono solo diminutivi o storpiamenti di nomi e cognomi, o indicano il mestiere praticato; e quando di essi non ci è stata data alcuna spiegazione, li abbiamo riportati o senza darne una noi, oppure cercandone una sul NEUV GRIBÀUD, dizionario piemontese, e mettendo il punto di domanda, a significare: "Sarà così? C’è qualche Chierese che può darci una conferma o dirci la sua?"

Nei manoscritti alcuni soprannomi non avevano a fianco il nome vero del personaggio che li portava; peraltro noi i cognomi li abbiamo nascosti tutti, per non offendere, in qualche caso, la privacy delle famiglie e delle persone; abbiamo anche dato le nostre spiegazioni usando i verbi sempre all’imperfetto, per non far capire se le persone sono ancora vive ...ma ne terremo in serbo, al sicuro, non consultabile "per almeno 50 anni", una copia con i cognomi, che affideremo alla Sezione di Storia Locale dell’Archivio Storico di Chieri, perché diventi patrimonio storico della Città.

Sicuramente l’elenco non è completo e in molti punti errato, non solo per la grafia usata da Deregibus o altri nello scrivere il soprannome, ma anche perché non siamo esperti conoscitori del vecchio dialetto chierese.

Pertanto questo lavoro è un’offerta di "gioco" e una richiesta di collaborazione: chiediamo infatti ai cittadini chieresi che lo vorranno, di comunicarci errori e modifiche, cosicché possiamo lasciare alla nostra storia locale un documento prezioso e nello stesso tempo divertente.

Come? Recandosi in Archivio Storico, chiedendo la copia appositamente preparata allo scopo e conservata

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