JESSICA GORGERINO

CLASSE 3 C

SCUOLA MEDIA QUARINI

DOCENTE COORDINATRICE LAVORO : E. FILARDI


LA BASILICATA AI MIEI OCCHI

La Basilicata è una delle regioni italiane a territorio molto ristretto, compresa nella fascia del mezzogiorno ed abitata per lo più da contadini, per la quale come Carlo Levi scrive :

Cristo sembra ancora di là da venire. Cristo naturalmente inteso come progresso.

E’ un paese spesso dimenticato o messo in secondo piano, tant’è vero che anche nelle scuole, viene studiato superficialmente.

Il termine Basilicata è piuttosto antico, infatti appare testualmente per la prima volta, nel catalogo dei "Baroni Normanni " e fu utilizzato per indicare il territorio, comprendente i bacini dei cinque fiumi con foce nello Ionio.L’espressione, deriverebbe dal nome del funzionario bizantino "Basilikos" che amministrava parte della Lucania.

Essendo una regione quasi sconosciuta, ho avuto non poche difficoltà per la ricerca sulla mia documentazione, infatti anche le biblioteche la ignorano, ed i due libri che vi ho trovato, erano stati pubblicati circa trent’anni fa.

Tuttavia l’opera di Carlo Levi, mi ha permesso di effettuare un largo studio, ricco di descrizioni paesaggistiche e del modo di vivere e pensare dei lucani. Facendone i dovuti confronti con l’attuale società, ho potuto appurare che Cristo a Matera ci è arrivato, ma a dorso di un mulo!

La vita da allora, non è cambiata molto, tant’è che a parte le grandi città la maggior parte della popolazione vive in villaggi composti da poche case, un bar, un tabacchino, un mini-market e talvolta da una pizzeria; ciò significa che spesso bisogna spostarsi per andare dal dottore , per comprare dei vestiti, o magari andare al cinema. Azioni queste, già difficili per gli anziani, che tuttavia si complicano ulteriormente quando nevica, in quanto i già scarsi mezzi antineve a disposizione dei comuni, non sempre sono tempestivi.

Nonostante i servizi igienici, siano ormai presenti in tutte le abitazioni, l’acqua potabile è ancora un lusso, infatti soprattutto nei periodi di siccità, essa viene razionata e gli abitanti si ritrovano a dover costruire autoclavi per conservarla, o a comprarla da speciali autobotti, pagandola a prezzi esorbitanti, da aziende che sono spesso sostenute da una mafia locale, la quale ha anche il controllo sull’acquedotto, stabilendo così di poter chiudere le condutture, al fine di poter guadagnare ulteriormente sulla vendita dell’acqua.

Anche per ciò permane la tradizione di lavare i panni, presso la fontana del paese, luogo di ritrovo di molte donne, le quali chiacchierando di argomenti vari, danno origine a pettegolezzi ed al ripristino di antiche superstizioni che vengono tramandate di generazione in generazione, come quella che definisce la "capra" un animale diabolico, a causa delle sue corna curve sul capo, il naso arcuato e la barbetta appuntita, che la farebbe assomigliare a Lucifero; inoltre, essa per cibarsi si arrampica anche dove l’uomo non può.

Varie storie ancora, vedono mescolare i sonnambuli con i licantropi.

Infatti gli uomini sofferenti di questa malattia che non conosce cure, escono nelle notti d’inverno per ritirarsi con i fratelli, i lupi veri, assumendone a loro volta le caratteristiche.Quando però ritornano a casa, bisogna che le mogli, facciano molta attenzione.Infatti, potranno aprire solo dopo che il marito abbia bussato tre volte, dandogli così il tempo di poter riprendere le sembianze umane e di dimenticare l’accaduto.

Tuttavia, a parte certe credenze, ormai in disuso, il senso religioso di lucani è molto forte e grande è la devozione verso Maria S.S. Incoronata, alla quale è dedicata la festa in Agosto soprannominata anche "per gli emigrati", in onore di quei cari parenti ed amici che in estate ritornano nel loro paesino d’origine.

Durante queste feste, alcuni uomini , suonano musiche popolari locali, con l’organetto, un antico strumento, ormai sconosciuto ai piu’ giovani.

Ritengo che anche la condizione femminile, non abbia fatto grandi progressi, infatti, soprattutto nelle campagne, le donne praticano l’attività di casalinghe, dedite alla famiglia e fortemente rispettose del marito.Parte della loro giornata, scorre cucinando cibi tipici del luogo o intarsiando bellissimi ricami per i corredi delle ragazze ancora nubili. Alcune per contribuire, al sostegno familiare, lavorano nei campi, sfruttate, schiavizzate e talvolta violentate da un caporalato, conscio dell’omertà e di certi tabù ancora esistenti, grazie anche alla scarsa fiducia, rappresentata nello stato.

Molti ragazzi, finita la scuola dell’obbligo, spesso non hanno la possibilità di poter proseguire agli istituti superiori, che sono pochi e distanti e viste le scarse vie di comunicazione, per molti diventano irraggiungibili. In questo modo, pochi avranno accesso a impieghi ben stipendiati, per cui la maggioranza, non potendo mantenere le famiglie, emigra ancora verso l’estero.

Questo e molti altri fattori già enunciati prima faranno si che molti paesi purtroppo siano destinati a scomparire, a meno che non si valorizzi l’ambiente, sfruttandolo per come si presenta, fornendo ulteriori servizi e strutture in grado di attirare ed accogliere persone desiderose di investire , ad esempio nell’agriturismo.

Certo che dopo un’approfondita conoscenza della Basilicata e un confronto con il libro di Levi, sembrerebbe che di cambiato ci sia ben poco.

Tuttavia, io non posso dimenticare il passato benessere studiato sui libri di storia e risalente all’epoca romana o magno-greca, o l’abbondante produzione agricola e zootecnica dell’antica Lucania; Il che mi fa pensare che tutto ciò sia dipeso, da una serie di fattori avversi ( frane, inondazioni, terremoti ecc. ecc.) , al disinteressamento politico, più o meno legato alla non visione di profitti immediati, che non hanno permesso dei piani d’intervento umano per la sistemazione generale del territorio o per il ripristino di certe aree abbandonate.

Ma anche alla scarsa valorizzazione di risorse proprie.

Forse la situazione economica della Basilicata è in fase di apprezzabile mutamento; tuttavia, sono convinta che sia cambiato l’atteggiamento della popolazione, la quale da una forma di rassegnato torpore, ha sostituito una crescente partecipazione alla vita regionale e ai suoi problemi. Ne è prova il ritorno di molti cosiddetti "Americcani", che grazie anche all’apporto di capitali, dovuti ad anni di sacrifici, hanno potuto aprire varie attività: dalle ceramiche, alla produzione di fibre poliestere, ai cementifici, alle industrie della conservazione , dei pneumatici e dei materiali plastici ecc.ecc.

E per concludere, ieri sera, navigando su Internet, ho letto un messaggio. Diceva :
" Cristo cerca apostoli volenterosi e fiduciosi nella resurrezione della Lucania. "

Se interessati, contattare : http://WWW.BASILIKOS.IT

 

Quasi, quasi , rispondo !


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