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Aggirarsi in una sera d'autunno, quando ormai i turisti della riviera sono lontani e il vento si insinua tra le sue case, è

un' esperienza che trasmette una sottile inquietudine che ben si addice alla fama sinistra del borgo.

Triora e infatti nota come il "paese del processo alle streghe".

 

Inquietante non è solo il ricordo di quei lontani avvenimenti, ma l'insegna stessa del paese: un Cerbero a tre teste.Secondo la mitologia, nella bava del mostruoso cane sconfitto da Ercole, vi erano i semi dell'aconito, una delle più velenose erbe della nostra flora spontanea presente nella farmacope delle fattucchiere. Triora, disteso su di un poggio della alta Valle Argentina nella Liguria di Ponente, è borgo di origini antiche che, conquistato dai genovesi nel 1259, divenne sede di un'importante podesteria per curare gli interessi della Repubblica in questa regione. Il paese che assunse l'aspetto del borgofortificato era cinto da mura dentro cui si aprivano cinque porte rivolte verso le principali direzioni. Più volte nel corso della storiafu oggetto di mire espansionistiche (senza successo) dei Savoia. Naturalmente, ad ogni guerra erano nuovi lutti e devastazioni. I danni maggiori però li fecero i tedeschi che il 5 luglio del '44 per rappresaglia rasero al suolo e bruciarono buona parte del paese cancellando per sempre importanti testimonanzie del passato. Pesantementesegnato dallo spopolamento dall' abbandono delle campagne, non solo nelle borgate più isolate come Realdo e Verdeggia (isole di cultura occitana e brigascia), ma anche nel capoluogo, Triora ha trovato recentemente nel turismo legato alla riscoperta delle streghe un' idea guida, un elemento in controtendenza al declino. Praticamente all' ingresso del paese, in quella che era una vecchia prigione, vi è il Museo etnografico. Prima però di avventurarsi nelle sue sale, vale la pena di fare una passeggiata per il borgo che nonostante le pesanti distruzione conserva ancora parte dell' originario tessuto urbano mediovale. Seguendo le indicazioni raggiungeremo la Cabotina, un gruppo di stalle e fienili fuoriporta, semidiroccati dove secondo la tradizione avvenivano gli incontri delle streghe con il diavolo e dove non era buona cosa attardarsi dopo il tramonto. Lungo il sentiero segnalato della strega si potrà scendere verso Molini, oggi comune autonomo, ma un tempo frazione di Triora. Non lontano dalla porta della Colla troveremo invece i ruderi della Chisa Santa Caterina edificata nel secolo XIV dalla nobile famiglia toscana dei Capponi e nella parte alta del borgo il castello.E ancora, la chiesa di San Bernardino con un interessante ciclo di affreschi, la collegiata edificata su ruderidi un tempio precristiano, il "lavatoio della noce", la fontana di Campomavue situata lungo la strada per Verdeggia. Il "Museo regionale etnografico della stregoneria" gestito e curato della Proloco, ospita nelle sale superiori raccolte di oggetti del mondo contadino organizzati secondo i principali cicli produttivi: la castagna, il latte, il vino, il grano e i mestieri e la ricostruzione di una cucina, il tutto affiancato da pannelli didascalici, fotografie, documenti. Non manca una sezione naturalistica con esemplari della fauna locale. Particolarmente interessante è la sezione archeologica del museo dove sono esposti i reperti rinvenuti nell'alta Valle Argentina tra cui ossa e frammenti di vasi della Tana della Volpe a Loreto, risalenti a 6.000 anni fa. Le sale dedicate alla stregoneria, le più originali e inquietanti, sono i piani inferiori. L'idea di costruire questa sezione, venne sull' onda del successo del convegno organizzato nel 1988 per celebrare il quarto centenario del processo alle streghe. Ricostruzioni di ambienti (l'inquisizione,il cavelletto della tortura,il carcere),oggetti,i pupazzi ideati da Diana Fontana allusivi alle arti esoteriche e soprattutto tantissimi libri antichi già esposti al pubblico 1998 in occasione della mostra De strigibus,testimoniano l'interesseche ruota attorno all'argomento delle strege.E naturalmente gli atti,consultabili,dell famoso processo dell 1588,conferiscono una patente di autenticità al tutto.Un piccolo giardino,al quale si accede da una porticina con erbe spontanee e curiose miniature,completa il museo.Poco più avanti,all'esterno nel piazzale,campeggia il monumento alla Strega 2000:realizzato con materiali poveri,la maliarda sembra offrire al visitatore l'ignota bevanda nel pentolone.Triora non è però solo streghe.Ma anche natura,                     

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