La fanciulla nel bosco

C’era una volta una vedova che aveva una figlia unica e che si maritò con un uomo che aveva un’altra figlia . L’uomo andava a lavorare e la moglie mandava due volte al giorno la figliastra alla fontana ad attingere acqua.La fanciulla, poverina, ci andava, ma non diceva niente al padre. Una mattina, mentre riempiva l‘orciolo ,le si avvicinò una vecchietta che le chiese un po’ d’acqua. La fanciulla le porse subito l’orciolo e la fece bere. - Quando verserai l’orciolo ,- disse la vecchietta dopo aver bevuto - ne esca tanto oro quanto acqua c’è nella fontana. Appena la fanciulla varcò la soglia, la matrigna la investi :- Perché hai tardato tanto? Cosa sei rimasta a fare alla fontana ?- Ho tardato perché …….- Dammi , dammi qui l’orciolo per versarmi un bicchiere d’acqua , che ardo dalla sete . - Prendilo .La matrigna lo prese e si mise a riempire il bicchiere, ma, quando vide che da esso scorreva oro ,restò, resto a bocca aperta ,con l’orciolo in mano. Poi disse alla figliastra:- Chi te l’ha riempito d’oro?- Nessuno.- Come nessuno? Si è riempito da solo?- Mentre lo riempivo d’acqua, è passata una vecchietta che mi ha chiesto da bere: io non so altro. - Allora manderò anche mia figlia. - Mandala pure, a me non importa.La donna così fece. La figlia prese l’ orciolo e andò alla fontana. Mentre stava riempendolo, arrivò una fanciulla in carrozza che le disse: - Me lo porgi quell’orciolo per bere una goccia d’acqua ?- Vieni a bere alla fonte. - Mi sporcherei di fango le scarpe e la gonna.- A me che importa? Te la vedrai tu.- Oh, vieni a portarmelo!- Io non sono la tua cameriera. Se hai sete, guarda quant’acqua scorre qui.La fanciulla, stizzita, frustò i cavalli e scomparve.Così la ragazza prese l’orciolo e tornò a casa. La madre le chiese:- Perché hai tardato tanto, figlia mia?- Ho tardato perché è passata una ragazza su una carrozza la quale esigeva che le portassi l’orciolo per bere. Io ho detto: < vieni a bere alla fonte > , ma lei non è voluta venire dicendo che si sarebbe sporcata le scarpe e la gonna.

- E non gliel’hai data ?

- No, perché avrai dovuto dargliela ?

- Riempi d’acqua la casseruola , ché cuociamo un po’ di maccheroni . Appena tolse il turacciolo dell’orciolo , ne uscirono tanti granchi e tante rane da riempire la casa ; la madre e la figlia si misero a gridare :

- O Gesù Cristo mio , o Gesù Cristo mio , aiutaci , aiutaci . La colpa è sua , la colpa è sua . E vero , è vero, è lei !

E la matrigna chiamo la figliastra e le fu addosso con un bastone . La fanciulla scappò e andò a nascondersi nel bosco .

La sera , prima che calasse le tenebre, la scorsero i cani del figlio del re e si misero a latrare. Il principe si avvicinò al luogo dove i cani abbaiavano e, quando vide quella fanciulla tanto bella , smontò da cavallo e le si accostò:

- Chi sei , o fanciulla, - le chiese – e perché stai qui così afflitta ? Chi aspetti?

- Non sto aspettando nessuno , sto qui perché la mia matrigna mi ha cacciato da casa.

- E perché mai?

La ragazza gli raccontò la sua storia. Il principe, che se n’era invaglito appena l’avesse veduta perché la fanciulla era molto bella, la condusse con sé alla reggia.

Dopo alcuni giorni invitò amici e parenti e la sposò. E vissero felici per tutta la vita.

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