Musei ecomusei a cura di Emanuela Celona e Aldo Molino

 

fi89.gif (8315 byte)      UOMO, MEMORIA, TERRITORIO     fi89.gif (8315 byte)TITOLO3.jpg (13074 byte)                 

 

DI ALDO MOLINO:

L'ambiente è uno dei più suggestivi, la Villa dei Laghi nel Parco regionale della Mandria.Lo spettacolo uno di quelli che non si dimenticano: Delle masche e delle magie, realizzato dal Teatro delle Forme e presentano nell'ambito della rassegna Teatro al naturale.                                                                                                                                                                                               "Quattro attrici dinanzi a un pubblico "inquisitore" con il solo canto che nella ripetizione diviene dialogo con i morti; il corpo che trascinato all'estremo in uno stato di "trance" libera lo spirito...".

Le masche sono le streghe della tradizione popolare piemontese,megere dedite alla magia e ai malifici.In realtà povere donne emarginate, perche "diverse", vittime delle ipocrisie e delle supersizioni, talvolta depositarie di antiche tradizioni.  Con la scomparsa della civiltà contadina, con i suoi riti e le sue ancestrali conoscenze e superstizioni, quel mondo magico e misterioso sembrava doverne seguire le sorti: la razionalità figlia dei nuovi modi di vita sembrava averne una risposta per tutto.

Streghe e masche, però, sono tornate di moda, come realtà antropologica da studiare, oggetti di convegni e dibattiti,come spettacolo e come riscoperta delle tradizioni ma anche come opportunità di sviluppo turistico. A differenza del passato, almeno apparentemente,quelle di oggi non fanno più tanta paura,diventate buone e simpatiche vecchiette(o belle ragazze).Gli ultimi roghi si sono spenti due secoli fa e la figura femminile,pur tra mille contradizioni,ha ritrovato tutta la sua dignità. Il diverso però non è scomparso,ha solamente mutato aspetto. E se l'idea di una sabba ci fa sorridere o ci intriga, basta provare ad andare di notte in un  bosco solitario con i suoi indecifrabili rumori che rievocano paure ancestrali per scoprire che, in fondo in fondo,le masche continuano a incutere timore, e fin che questo capiterà loro contuineranno a esistere.

Langhe e Roero stanno riscoprndo le proprie masche con manifestazioni (come quelle di Paroldo) mentre la montagna occitana sta recuperando i propri personaggi magici legati alle leggende delle valli. Da un'idea, Paese magico, del centro di Cultura alpina della Valle Po e della Chambra d'Oc con il convolgimento del Comune di Barge è nato un progetto per la riscoperta di quegli aspetti culturali legati al mondo del fantastico e del misterioso.

Un mondo popolato di esseri dagli oscuri poteri a cui ormai qui nessuno mostra più di credere, ma che quando è notte riemergono  dai ricordi. Grazie alle ricerche di Giorgio di Francesco e alla penna di Silvano Beltramo, noto disegnatore,questo mondo torna di attualità.

"Ecco allora il sarvan che ha l'aspetto di un fauno giovane. Veste abiti umani, ma, quando si leva le scarpe si vedono i suoi piedi caprini.La dama Blancha [...] una giovane signora,indossante abiti luminosi ed eterei. Nonostante sia di bell'aspetto ha le mani rico perte di un fitto pelo[...] un lupo mannaro, che vive in profonde tane o sott'acqua nei tofani. Si tratta di un essere umano che si trasforma in un terribile lupo e divora i bambini".

E poi ancora masche, maschun, faie,le fate,il revenant trapassato che ritorna a tormentare i vivi.

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