Armando Brunetti

tessitore e imprenditore

Armando Brunetti

 

-Data e luogo di nascita: 05 - 11 - 34.

-Che lavoro (o quali lavori) ha fatto nella sua vita? Il tessitore; sono imprenditore, oggi mi interesso del museo del Tessile e sono presidente della Fondazione del Tessile.

-Dove ha lavorato? Nella Tessitura Brunetti, un tempo dotata anche di tintoria e finissaggio, fondata da mio padre nel 1911, la piu vecchia ancora esistente a Chieri, iscritta alla Camera di Commercio dal 1920.

-Per quanti anni ha lavorato? Per 52 anni, dal 1944 al 1996.

-Quanti anni aveva quando ha iniziato a lavorare? Avevo 8-10 anni, sono praticamente nato in fabbrica.

-In famiglia, chi lavorava come lei in tessitura? I miei genitori; ricordo che mia mamma legava la mia culla al telaio per cullarmi e, un po' più grandino, mi faceva girare sull'orditoio verticale come una giostra.

-Ha svolto altre mansioni nella sua vita? A 33 anni ho aperto una filatura a Tortona, venduta dopo 20 anni.

-In che consisteva il suo lavoro? La nostra tessitura ha origini antiche; sapete che la parola "blue jeans” significa “blu di Genova"? Era usata per il colore blu, che era il colore usato dai tintori di Chieri, i quali tingevano i loro tessuti con il gualdo, una pianta tintoria. I mercanti di Chieri portavano i tessuti a Genova e così venne fuori questo nome.

La maggior parte dei nostri tessuti era in fibra vegetale. Per imbiancare il tessuto o la matassa, li si immergeva in acqua e poi li si metteva ad asciugare al sole. Oggi a Chieri si lavorano tessuti tinti in filo e in pezza, lavorati su telai a ratiera e telai a Jacquard. Ormai tutto è computerizzato: anche per controllare i difetti si usa una macchina che noi chiamiamo tribunale, a cui ‚ collegato un computer che memorizza i difetti man mano che il tessuto passa sotto il controllo. Si può verificare così se il difetto dipende dal tipo di tessuto o dal tipo di tintura. Anche il telaio ha un sistema per controllare il difetto: ad esempio, se si rompe un filo, automaticamente il telaio si ferma.

Oggi mi interesso del Museo del Tessile: dopo tanti anni sono riuscito a convincere il Comune che Chieri deve avere il suo Museo. Per ora è situato nell'ex convento di Santa Clara e la maggior parte dei reperti proviene dalla mia collezione privata.

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Fra poco aprirà la sede definitiva nella vecchia fabbrica vicino a Porta Torino , l' ex Imbiancheria.

L'anno scorso ho realizzato anche un altro sogno: creare la Fondazione del Tessile, un'associazione di imprenditori e altri esponenti dell'economia e della cultura chierese. Ritengo che sia molto importante la collaborazione fra le aziende, non solo per preservare la nostra cultura, ma anche per far conoscere meglio Chieri nel mondo.

Creeremo per la nostra tessitura un marchio di qualità che ci identifichi meglio. Chieri ha anche bisogno di formare i suoi giovani in tessitura: da poco tempo è sorto il CILO, che collabora con le aziende tessili soprattutto invitando i giovani a fare degli stage di formazione nei vari settori lavorativi della tessitura.

Mi piace molto raccogliere tutto ciò che fa parte della nostra cultura popolare: usi e costumi, ricette, modi di dire; ne ho una piccola raccolta sul mondo della tessitura, che metto a vostra disposizione. Sono i modi di dire, i proverbi nei nostri nonni, tratti tutti dall'arte del tessere.

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