Fasano Domenico

meccanico tessile

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  -Cognome e nome: Fasano Domenico

-Data e luogo di nascita: 30/10/1926, Baldissero Torinese.

-Che lavoro (o quali lavori) ha fatto nella sua vita? Meccanico, saldatore, elettricista, addetto alla riparazione telai, macchine Jaquard, autista.

-Dove ha lavorato ?come dipendente nella tessitura Leandro Piovano.

-Per quanti anni ha lavorato? 40 anni, dal 1940 al 1980.

-Quanti anni aveva quando ha iniziato a lavorare? 14 anni.

 

-In famiglia, chi lavorava come Lei in tessitura ? Nessuno.

-Ha svolto altre mansioni nella sua vita ? Se sì , quali? Sempre in tessitura, come assistente tessile .

-Per quanto tempo ? 5 / 6 anni .

-In che cosa consisteva il suo lavoro?.Il mio lavoro era far funzionare bene i telai, aggiustarli, come anche l' orditoio (=ordiù), che tira su i fili per fare l' ordito sui telai, per poi metterli sulla Jacquard , che sono messi in alto con i fili, che poi servono a fare funzionare i telai per fare i disegni delle coperte .

-Quante ore lavorava la settimana e al giorno ? Alla settimana, fino a 72/90 ore. Al giorno, da 12 a 15 ore. A volte rientravo anche alle 24.00.

-Era pericoloso o faticoso il lavoro che svolgeva ? Un po', perché bisognava stare attenti a dove si mettevano le mani.

-In che cosa il suo lavoro era diverso da quello che attualmente fanno i suoi colleghi ? Allora i telai erano a mano , ora ci sono i telai automatici, che sono molto diversi; poi c' erano anche delle lamette che quando si rompevano i fili si bloccavano, e le donne trovavano prima il filo e poi lo aggiustavano.

-Ha dei ricordi ? Si andava tutti d'accordo; ho litigato qualche volta col datore di lavoro, perché lui salariava poco e ti chiedeva di più, ma l'ambiente di lavoro andava bene. Bisognava arrivare sempre puntuali, non ci difendeva nessuno, i diritti ce li difendevamo noi col datore.

Venivano fatte anche delle feste, con una statuetta della Madonna, che era come il simbolo della tessitura; le feste si facevano se il principale era d'accordo.

-Ricorda nomi di suoi compagni di lavoro o di lavoratori particolarmente apprezzati e bravi? Carlo Robiolo e suo figlio Enrico.

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alle interviste

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