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la monaca campanara

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Viveva in Veneto a Treviso, era anziana ed  era il terrore di tutti i bambini della borgata. La chiamavano " La monaca campanara". Monaca perchŔ da giovane era entrata a far parte di un gruppo di suore che abitavano in un convento, solo che si era ritirata e la gente diceva che la madre le avesse mandato una maledizione proprio per questo; campanara perchŔ andava sempre a bussare alle porte per chiedere l' elemosina. Si vestiva solo e sempre di nero e ben coperta, anche d'estate, si aggirava di notte cercando una buona occasione per intrufolarsi in qualche casa e rubare. Non aveva mai avuto figli e neanche un marito, la gente la credeva una strega e forse lo era. Allora si diceva che le streghe avessero dei  pentiloni sotto il letto per fare pozioni e la gente che era riuscita ad entrare in casa sua, ( impresa assai ardua perchŔ serrava il cancelletto con un' infinitÓ di catenacci ), raccontava che la monaca aveva pentolini e padelle sotto il letto. Mia nonna, che allora era una bambina, si ricorda che quando i genitori mandavano i bambini a " spigolare", cioŔ a raccogliere le spighe rimaste nei campi di grano dopo la mietitura e con il quale  ricavato si sarebbero comprati vestiti e scarpe, arrivava lei ( la "Monaca" ) e mandava via i bambini. Ma veniamo ai fatti: ella mandava anche maledizioni e prevedeva spiriti maligni in ogni dove. Per esempio, un giorno, and˛ dalla mia bisnonna e le chiese del cibo, ella, siccome aveva avuto ben 13 figli, le disse che non poteva dargliene. Infuriata mand˛ un presagio di morte dicendo: "Entro mezzogiorno i tuoi pulcini moriranno tutti!", infatti non ebbe neanche il tempo di entrare che essi erano giÓ morti! Pochi giorni dopo incontr˛ la sorella di mia nonna, che allora era una bambina piccola, e le disse che nel suo cuscino vi erano spiriti maligni che di notte la pungevano e che le facevano danno. Ovviamente si spavent˛ e and˛ dal padre che, per tranquillizzarla, aprý il cuscino e vide che vi erano ramoscelli con punte acuminate. Da questo fatto ne deduco che forse non vedeva di buon occhio i bambini. Poco dopo mia nonna venne in Piemonte e non seppe pi¨ nulla della "strega" che l'aveva sempre terrorizzata.

Raccolto da Stocco Michela intervistando Lollato Santina.

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