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LE MASCHE di SAN TONCO

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Tra Cerreto, Capriglia, Montafià e Piovà, lungo la via del sale, a qualche chilometro da Castelnuovo don Bosco, si trova il bosco di San Tonco, una macchia verde costellata da quercie e tigli, al cui interno, nel Medievo, c'era un villaggio fortificato composto da 12 fuochi ( 12 famiglie ): una notte sparì nel nulla all'impovviso, apparentemente senza nessuna spiegazione. La stessa sorte toccò a molti carri, animali e presone che vi si avventurarono e misteriosamente non fecero più rientro. Nel bosco, ad un certo punto, la rigogliosa vegetazione lascia inspiegabilmente spazio ad una spoglia radura di forma ovale, la stessa dei luoghi di ritrovo per i sabba, le riunioni notturne dei seguaci di Lucifero...Dietro a tutti questi misteri si celano le MASCHE, come la tradizione piemontesre chiama le streghe: donne vecchissime dal volto ripugnante dotate di malefici poteri che abitano nel bosco.   E per contrastarle, si decise, nel tardo Medioevo, di costruire una chiesetta nella radura: gli operai lasciarono i materiali e di notte ...gli angeli scelsero dove edificarla spostando i mattoni nel luogo prescelto.Oggi la voce delle MASCHE accompagna i visitatoriche si addentrano nel bosco di San Tonco in un canto melodioso che sembra provenire da ogni parte...... "Il bosco - dice l'architetto Elisabetta Serra - è un' iniziativa dell' ecomuseo regionale del basso Monferrato astigiano". Nati da una legge del 1995, gli ecomusei come i parchi, sono enti che si occupano di valorizzare aree protette dal punto di vista naturalistico, ma vi associano anche la salvaguardia dei valori e le tradizioni dei residenti, raccontandone la memoria. Le MASCHE sono infatti, uno dei capisaldi della cultura contadina nell' astigiano e nelle Langhe."Esse sono il nostro rapporto con il buio, il mistero, il bosco - prosegue la Serra - Quando non si sa rispondere con la scienza agli avvenimenti che accadono, si ricorre alla fede o a ciò che si può gestire direttamente, come la magia". Un autore francesedi arte contemporanea, Erik Samakh,   ha restituito alle MASCHE l' invisibilità e la "voce" grazie a dei flauti molto particolari, agganciati tra gli alberi e funzionanti attraverso un meccanismo ingegneristico - elettronico. Quando cioè, il sole batte sui pannelli solari, aziona una turbina che li fa suonare producendo vento. A seconda di dove batte risuonano flauti diversi. Per questo, passeggiando, si sente una melodia che assomiglia al canto di una donna. "é un po' la nostra sfida - prosegue la Serra - ricreare l'atmosfera usando gli strumenti della cultura contemporanea. Uscire dall'idea che essa sia solo patrimonio della città, tutte le memorie devono essere valorizzate, anche quelle contadine". I flauti di Erik Samakh celebrano la magia in tutto il mondo: in Italia è la MASCA, in Sud America è lo spirito del bosco, nel nord dell'Europa i troll ( fooletti dei boschi ).Per nessuna civiltà contemporanea infatti il bosco è un elemento neutro, associandosi sempre e comunque a una presenza ultra terrena. Quanto di "ultra terrene" c'è nel bosco di San Tonco? Una volta svelato da dove proviene la voce delle MASCHE, altri 2 misteri debbono, essere spiegati. All' interno del bosco si trova una zona paludosa il Lago Freddo, molto più estesa nel Medoevo. C'era quindi il rischio di finirci dentro. Di qui la leggenda dell' esistenza di forze sovrannaturali all' interno del bosco, per evitare un pericolo oggettivo. Ancora. Nella radura di San Tonco esiste un campo leggermente elettromagnetico dovuto probabilmente alle paludi stesse, che non consente la crescita della vegetazione. Questo spiegherebbe la sua forma ovale. Tuute ipotesi. L' unica certezza, la sparizione improvvisa, dal giorno alla notte, avvenuta nelle nebbie del Medioevo sia del borgo fortificato sia delle 12 famiglie. Che siano state davvero le MASCHE a farlo scomparire?

                                                                                                     Alessia Arba tratto da un articolo di IN COLLINA

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