PIERA APRA'

Passalicci (passòira)

-Cognome e nome: Aprà Piera.

-Quale lavoro (quali lavori) ha fatto nella sua vita? Roccatrice e passalicci.

-Dove ha lavorato? Come dipendente, per poco tempo alla tessitura Fil, poi, definitivamente,alla tessitura Tabasso

-Quanti anni aveva quando ha incominciato a lavorare? 14 anni.

-In famiglia chi lavorava come lei in tessitura? Mia madre.

-Ha svolto altre mansioni nella sua vita ? No

-In che cosa consisteva il suo lavoro? Dopo due anni di lavoro come porgifilo, con l'aiuto di compagne più anziane, sono diventata passalicci (passòira). Passare i licci, oggi operazione che viene supportata dal computer, era un lavoro certosino, quando lo facevamo a mano. Usavo un ferro tipo uncinetto (pasët-ta), lungo, con il quale infilavo i fili dell'ordito nel foro delle maglie del liccio. I licci sono elementi del telaio formati da un'intelaiatura metallica alla quale son applicate delle maglie di ferro, al centro delle quali vi è un foro, ove appunto, viene fatto passare il filo d'ordito.

Poiché il tessuto che verrà prodotto può presentare armature diverse, i licci per i tessuti lavorati da noi, potevano essere da 4 a 20. Mettevamo tutti i licci su un cavalletto, uno dietro l'altro, paralleli. Io, seduta davanti al primo liccio, seguendo uno schema prestabilito, prendevo una maglia per liccio, infilavo il filo con la passët-ta, tenendo tutto in mano, un filo alla volta, fino ad arrivare a tenerne 400/800. Se, ad esempio, avevo da passare 4 licci, dovevo infilare tante maglie quanti erano i fili del cavo d'ordito corrispondente ; se erano 10000 fili, dovevo passarne 2500 per ogni liccio. Ogni liccio aveva un numero: 1, 2, 3, 4...; se il passamento da da fare su schema 1,2,3,4, si diceva che era "liscio"; se invece lo schema era più difficile, bisognava saltare da un liccio all'altro e la cosa diventava complessa.

Passati tutti i fili, si passava il pettine; quindi cavo, licci, pettine venivano messi sul telaio.Era un lavoro interessante, di precisione, che mi piaceva molto
Quante ore lavorava alla settimana e al giorno? Alla settimana 40, al giorno 8 ore.

-Era pericoloso o faticoso il lavoro che faceva? Il lavoro della passalicci è certamente uno dei più difficili in una tessitura, perché non sono permessi sbagli; è faticoso perché richiede concentrazione, ma non pericoloso..

-Ha dei ricordi ? Ricordo che imparavo a memoria fino a 120/140 numeri dello schema che il dispositore mi assegnava; tenendo il suo foglio sulle ginocchia, poiché era difficile guardarlo e contemporaneamente prendere le maglie giuste da infilare, preferivo imparare tutto a memoria. Quando è arrivata la macchina passalicci computerizzata, me ne sono innamorata: facevo l'armatura, la infilavo, e la macchina, secondo i buchi che avevo fatto, prendeva la maglia e,con una passetta lunghissima, infilava il filo fino alla lamina (una forcella messa sul filo teso, cosicché, se il filo si rompeva, cadeva sulla "réssia" elettrica del telaio, che si fermava automaticamente).

 

Tra le cose del tempo libero, ricordo la Festa dell'amicizia, con tutti al ristorante, il Natale in ditta, con rinfresco. L'ambiente era ottimo per il rapporto con i colleghi; era come essere in una grande famiglia e continua tutt'ora. Per quello che riguarda i datori di lavoro, di quelli più anziani ero soddisfatta, perché erano anche competenti, invece nei confronti delle nuove generazioni lo ero un po' meno, perchè non lo erano.. C'erano i sindacati, però ci difendevamo benissimo da soli.

-Ricorda nomi e soprannomi di suoi compagni di lavoro o di lavoratori particolarmente apprezzati e bravi? Roccati Lucia (maestra) è stata la persona che ha insegnato alla maggior parte di noi un po' tutti i mestieri. Poi ricordo Eugenia, Angela, Lucia,Claudia,Giovanna.