PAROLE PER IL FILATORE E LA FILATRICE (FILATOR, FILATRIS), LA ROCCATRICE (RÒCATRIS), LA SPOLATRICE (SPOLERA), LA BOBINATRICE (BIBINÒIRA)

           

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ARCOLAIO,

ASPO

 

  

BOBINA,

BOBINARE,

BOBINATRICE

 

 

CARDARE,

CARDATURA,

CONOCCHIA

 

 

FILO,

 FILATORE,

FILATRICE,

FRANTOIA O STRIGLIATRICE,

 FUSO

 

 

INCANNATOIO,

INCONOCCHIARE

 

 

MATASSA,

 MATASSATRICE,

MULINELLO

 

 

 

ROCCA,

ROCCHETTO,

ROCCATRICE

 

 

STRIGONE DA CANAPA,

SPOLA,

SPOLATRICE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ARCOLAIO: strumento, generalmente di legno, di cui ci si serve per svolgere le matasse di filo e ridurle in gomitoli. La parola deriva dal latino arcora, plurale arcaico di arcus e poi dissimilato da arcoraio in arcolaio. Chierese: vindo ( vindu), dal germanico wind.

 

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ASPO A MANO: strumento che serve per arrotolare il filo formando la matassa. La parola deriva dal gotico haspa= matassa. Chierese: aspa.

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BOBINA: macchina, ma anche rocchetto sul quale si avvolgono i vari tipi di filato per il cavo; deriva dal francese bobine. Chierese: bibin-a, bobin-a (bubin-a).

 

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BOBINATRICE: macchina per avvolgere su bobine i filati. Operaia addetta a tale lavoro. Deriva da bobina, dal francese bobine. Chierese: per Carlo Ronco a Chieri non si usa bobinòira, bobinor (bubinoira, bubinù), ma solo bibinòira, masch. bibinor (bibinù).

BOBINARE, IMBOBINARE: eseguire il lavoro di bobinatura. Derivano da bobina, dal francese bobine. Chierese: bibiné, bobiné (bubiné).

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CARDARE, CARDATURA: operazione che serve a districare le fibre tessili, rendendole parallele ed eleminandone al tempo stesso le impurità. La parola deriva da cardo, tardo latino cardus, latino carduus, cioè la varietà di piante erbacee delle Dipsacacee, spinose; infatti il cardo dei lanaioli ha fusto e rami terminanti in densi capolini di fiori lilla, ciascuno dei quali con punta spinosa, i quali una volta essicati, sono impiegati nella cardatura di fibre tessili e nella pettinatura dei tessuti al posto deglli scardassi metallici. Chierese: cardé, s-cianché la lan-a; cardura.

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CONOCCHIA: arnese usato per la filatura a mano, costituito da una lunga asta di legno recante ad una delle estremità una testa ingrossata, nella quale si arrotola la materia da filare per l’alimentazione del fuso. anche il mucchietto di fibra, o pennecchio, avvolto alla rocca. La parola deriva dal latino colucula, diminutivo di colus=conocchia, dissimilato nel latino volgare conucula. Chierese: ròca.

 

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FILO: elemento lungo e sottile a sezione circolare risultato della filatura di fibre naturali, artificiali, sintetiche La parola deriva dal latino filum, da cui derivano il verbo filare con il participio passato filato .Chierese: filo: fil; filare: filé.

FILATORE, FILATRICE: operai addetti al lavoro di filatura, operazione che permette di trasformare le fibre tessili in filato; deriva da filo. Chierese: filator, filador, filatris, filadris (filatur, filadur).

FRANTOIA o STIGLIATRICE per battere la canapa: è uno strumento di legno su cui si posa la canapa, e con un altro pezzo di legno che si alza e si abbassa, si pesta. La parola deriva dal latino franto, participio passato di frangere=colpire, frantumare. Chierese: patraca, cioè pressa a mano per canapa ma anche per maciullare le mele; deriva dal provenzale patraco, franc. patraque.

FUSO: arnese di legno o altra materia leggera, arrotondato, rigonfio al centro, sottile alle estremità, che serve a filare, a torcere o ad arrotolare il filo. La parola deriva dal latino fusus=arnese per filare. Chierese: fus.

 

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INCANNATOIO: strumento a forma di ruota, girato a mano, che fa ruotare i fus, per preparare il rocchetto; è collegato all’arcolaio. Nella tessitura meccanica l’incannatura è l’operazione con la quale il filato viene avvolto su bobine adatte all’orditura. La parola deriva da incannare, da canna, con prefisso in (latino: canna). Chierese: incannare: roché (ruché).

 

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INCONOCCHIARE: avvolgere nella conocchia. Deriva da conocchia. Nella tessitura a macchina: bobinare. Chierese: bibiné, bobiné (bubiné).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MATASSA, MATASSATRICE: la matassa è la quantità di filo avvolto ordinatamente a spira; la matassatrice è la macchina che serve a fare le matasse. Matassa deriva dal latino mataxa, metaxa, che deriva dal greco mataksa, métaksa=seta. Chierese: marèla o maréla, che deriva dal celtico marra=monticello. Il "cavion dla maréla" (caviun dla marela) è il bandolo della matassa.

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MULINELLO: strumento abbinato all’arcolaio, utilizzato per fare le spole della navetta. Deriva da mulino, dal tardo latino molinum, neutro sostantivato dell’aggettivo molinus, derivato di molere=macinare. Chierese: ruèt , da rué=circondare, ruotare.

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ROCCA, ROCCHETTO: tubetto cilindrico o conico su cui è avvolto il filato. La parola deriva dal gotico rukka. Chierese: canon (canùn).

ROCCATRICE: macchina per fare le rocche, avvolgere il filato nelle rocche; operaia addetta a tale lavoro. La parola deriva da rocca, arnese usato per la filatura a mano; nella tessitura a macchina, è un tubetto cilindrico o conico su cui è avvolto il filato. Una volta dalla matassa si faceva il rocchetto, che poi passava alla cantra o diventava spola nella macchina delle spole; adesso c’è la macchina roccatrice che fa direttamente le rocche coniche che vanno alla cantra o al telaio. Rocca deriva dal gotico rukka. Chierese: rocatris (rucatris).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

STRIGONE DA CANAPA: strumento che serve a portare in senso longitudinale le fibre di canapa; consta di un piano di legno su cui sono conficcati denti di ferro, come nella macchina per cardare la lana (che si chiama scardasso). La parola deriva da strigare nel significato di districare, dal latino extricare. Chierese: pento (pentu).

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SPOLA: rocchetto di filato inserito nella navetta; la parola deriva dal gotico spola=rocchetto. Chierese: spòra, spòla.

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SPOLATRICE: macchina che fa le spole; operaia addetta a tale lavoro. Deriva da spola, dal gotico spola=rocchetto. Chierese: macchina spolatrice: machina dle spòre, lavoratrice: spolera, sporera (spulera, spurera).