Parole per il tessitore e la tessitrice (tëssior e tëssiòira), per il dispositore (contramèter), per l’assistente (cap) e il meccanico tessile  (mecanich), per il caricatelai (cariaròlo)

 

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ASSISTENTE TESSILE

 

 

BOCCA D'ORDITO,

BATTUTA

 

 

CARICATELAI,

CILINDRO,

CIMOSA o CIMOSSA

 

 

DISPOSITORE

 

 

"FAITA"

FUSTAGNO

 

INVERGATURA 

 

MECCANICO

 

NAVETTA

 

 

 

ORDITO,

ORGANO DI COMANDO

 

 

PETTINE,

PEZZA

 

 

SPOLA,

SUBBIO

 

 

TELA,

TELAIO,

TESSERE,

TESSITURA,

TESSITORE,

TESSITRICE,

TESSUTO,

TRAMA.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ASSISTENTE TESSILE: tecnico addetto alle macchine. Deriva dal latino adsistere=stare accanto. Chierese: ër cap.

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BATTUTA: colpi del passaggio di una navetta in un cm. Participio passato di battere, deriva dal tardo lat. battere, dal lat. classico battuere. Chierese: batùa.

BOCCA D’ORDITO: o passo d’ordito, è lo spazio attraverso il quale viene inserito il filo di trama per mezzo della navetta o altri dispositivi. Si forma quando si fa l’invergatura.

immmagine della bocca d'ordito

 La parola bocca deriva dal latino bucca=guancia e poi bocca. Chierese: boca d’ordì ( buca d’urdì).

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CARICATELAI: è l’aiuto meccanico, che carica e scarica dal telaio o dall’orditoio i subbi d’ordito e di tessuto, dà l’olio alle macchine, fa i lavori più manuali. Chierese: cariaròlo (cariaròlu).

CILINDRO o subbio del tessuto: attrezzo a forma di cilindro su cui si avvolge il tessuto prodotto.

immagine del cilindro o subbio del tessuto

Cilindro deriva dal Chierese: subi se è vuoto, ròlo (rolu) se è pieno.

CIMOSA, CIMOSSA: ciascuno dei due margini laterali, detti anche vivagni, di un tessuto in pezza; deriva dal latino dei glossari cimussa, di etimo incerto o, forse, dal provenzale cimounço.

   

immagine della cimosa o cimossa

Chierese: cimossa (cimussa).

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DISPOSITORE: è il tecnico addetto alle disposizioni, cioè colui che organizza il percorso della lavorazione del tessuto sul telaio e ne controlla l’andamento fino alla fine. Deriva dal latino dispositor-oris, derivato di disponere=disporre. Chierese: contramèter (cuntramèter), cioè colui che sta contro, prima dei metri, della lavorazione del tessuto. Tra le mansioni del tecnico c’è anche quella di scampionare, analizzare l’intreccio dei fili dell’ordito con i fili della trama, trovare cioè l’armatura. Chierese: scampioné (scampiuné).

foto di Fasano Maurizio

FASANO MAURIZIO

contramèter 

 

 

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FAITA: su “L’Arco” del 1901 leggiamo del pericolo di uno sciopero, poi verificatosi, ”causato da voci che qualche industriale intendesse ribassare le paghe per certi lavori e dall’essersi in qualche fabbrica stabilita la cosiddetta faita, che concede agli operai di eseguire un lavoro limitato, ma lascia altresì che tutti possano lavorare e guadagnar tanto da poter andare avanti (…) mancano infatti le richieste dei prodotti delle nostre manifatture...”. La faita era applicata sul lavoro a cottimo: si diceva all’operaio, sia che lavorasse in ditta sia che lavorasse a casa, che doveva fare un certo numero di metri la settimana, ma non di più; se li faceva, quei metri doveva tenerli per la settimana dopo.

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FUSTAGNO: prodotto tipico della tessitura chierese sin dal Medioevo; tessuto morbido, compatto, molto resistente che divenne nel 1400 il simbolo dei tessitori di Chieri, uniti nella corporazione dell’Università dell’Arte del Fustagno. Brunetti racconta che il tessuto dei jeans è stato inventato proprio dai fustagnari chieresi, perché jeans, che sifgnifica tela di Genova, era il fustagno tinto con il gualdo che i mercanti genovesi compravano dai tessitori di Chieri.

ritaglio di fustagno

Il vocabolo "fustagno" deriva, per alcuni, dal latino medievale fustaneum=erba vegetale, da fustis come calco dal greco ksylinon=ligneo; per altri, invece, deriva dall'arabo, dal nome della città egiziana Al-Fustat. Chierese: frustan-a.

 

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INVERGATURA o CERNITA: operazione diretta a mantenere l’ordine dei fili e a facilitare la ricerca dei fili rotti; si esegue ponendo tra i fili alcune verghe di legno rivestite di lamiera zincata. Deriva da invergare, dal latino virga. Cernita deriva dal tardo latino cernitus, part. pass. di cernere=vagliare, al posto del lat. classico cretus. Chierese: sèrnia.

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MECCANICO: l’addetto al buon funzionamento delle macchine tessili. Deriva dal greco mekhanikos=macchina.Chierese: mecanich.

foto Ferrero Giuseppe

 FERRERO GIUSEPPE

mecanich

 

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NAVETTA: usata fino all’introduzione del meccanismo a pinza, tipico del telaio senza navetta è l'elemento che porta nel suo interno il filo di trama e, spostandosi in continuazione da una parte all’altra del telaio, lo intreccia con i fili di ordito, attraverso i quali passa durante la sua corsa. Deriva dal modello francese navette, diminutivo di nave. Chierese: navëtta.

immagine di varie navette

clicca qui per vedere la scheda della naveta del museo tessile

Clicca sull'immagine per vedere la scheda del museo del tessile.

 

 

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ORDITO: l’insieme dei fili, tesi in senso longitudinale sul telaio, che costituisce la parte iniziale della lavorazione del tessuto.

schema del telaio in cui si evidenza l'ordito

 Deriva da ordire, dal latino ordiri=cominciare a tessere. Chierese: cadèn-a.

ORGANO DI COMANDO (PEDALI, RATIERA o JACQUARD): elemento che comanda il movimento di alzata o abbassata dei licci; varia a seconda del loro numero: se i licci sono da due a cinque, nel telaio meccanico il comando è di solito ad eccentrici interni o a marcia interna; fino a dodici licci, può essere a tamburo; fino ad un massimo di 24 licci per il cotone e 35 per la seta, il comando è invece a ratiera; per rapporti maggiori, al telaio viene applicata la macchina a jacquard.

immagine del telaio in cui si evidenziano i pedali

Nell'immagine del telaio sono messi in evidenza i pedali.

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PETTINE: elemento che, sospeso sui i fili di ordito tra i licci e il tessuto in formazione, comprime un filo di trama contro l'altro, ad ogni passaggio della navetta, determinando così la fittezza e il peso del tessuto che si sta formando.

immagine del pettine

La parola deriva dal latino pecten-pectinis, derivato di pectere= pettinare. Chierese: pento (pèntu).

PEZZA: termine che in tessitura indica un quantitativo di tessuto che, dopo il controllo, viene arroltolato su un cilindro di cartone. Deriva dal gallico pettia. Chierese: pèssa, plurale pèssi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SPOLA: tubetto su cui si avvolge il filato di trama e che si inserisce nella navetta per la tessitura.

immagine della spola nella navetta

Deriva dal gotico spola= rocchetto. Chierese: spòra, spòla.

 

SUBBIO d’ordito: elemento di sostegno per l’avvolgimento del filato, sul quale vengono avvolti i fili dell’ordito. Viene messo dalla parte del telaio dove inizia il lavoro.

immagine del subbio d'ordito

Deriva dal tardo latino insubulum, dove subula=lesina. Chierese: cavèss.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TELA: uno dei fondamentali tipi di armatura tessile, nel quale ciascun filo di ordito passa alternativamente sopra e sotto le successive trame, costituendo un tessuto uniforme e compatto, senza rovescio; a Chieri, parola generalmente usata per indicare il tessuto; deriva dal latino tela. Chierese: tèila.

TELAIO:macchina fornita di organi adatti all’intreccio della trama e dell’ordito, impiegata per trasformare i filati in tessuti.

schema del telaio

Deriva dal latino tela. Chierese: tlé.

TESSERE, TESSITURA: lavorare i fili sul telaio per produrre il tessuto; deriva da texere. Chierese: tèssi, tessitura. Gli esperti ci dicono che l'antichissima attività del tessere e le parole con essa in relazione, quali ad esempio tele e telaio, hanno in una stretta parentela etimologica con l'attività della carpenteria. Infatti la voce tessere (dal latino texere) deriverebbe dalla radice teki, termine di origine antichissima che indica il lavoro del taglialegna e del carpentiere, in uso nelle aree indoiranica, greca (dove diventa tekton= carpentiere), slava, germanica (in tedesco diventa diechsel=accetta) e celtica. La lenta disposizione dei fili in senso perpendicolare per formare il tessuto richiamerebbe quindi la disposizione degli elementi lignei negli antichissimi lavori di carpenteria. Il rapporto che lega le due attività è confermato dall'uso del termine telaio, comune ad entrambe, dove nel tessile definisce la macchina per la creazione dei tessuti.

TESSITORE,TESSITRICE: operai addetti al lavoro di tessitura; deriva dall’incrocio del latino textilis con texere: Piemontese: tëssior (tëssiù), tëssiòira.

A Chieri i tessitori si chiamano anche mangia grop (leggi mangia grup); Brunetti ci racconta che la parola, che letteralmente significa mangianodi, ha un’origine curiosa: alla metà del secolo scorso i tessitori avevano stabilito di riunirsi e fare festa tutti insieme l’8 Dicembre, (festa dell’Immacolata, patrona dei tessili dal 1856), andando a pranzo; nel menu, come primo piatto, erano stati ordinati agnolotti, che assomigliano a dei nodi, un po’ come quelli che il tessitore fa a telaio. Da allora decisero di prendere questo soprannome. Un documento (Capitoli e Regole della Pia Società dei lavoratori in stoffe della Città di Chieri sotto il patrocinio dell’Immacolata Concezione di Maria Santissima) regola, appunto dal 1856, l’associazione dei tessitori chieresi.

TESSUTO: prodotto finito che si ottiene dall’intreccio di fibre tessili; deriva dal latino texere.Chierese: tëssù, ma il termine è poco usato. Si preferisce infatti STOFFA, che deriva dal francese étoffe, che deriva dal francone stopfon=riempire, ficcare dentro. Chierese: stòfa.

TRAMA: nell’industria tessile, il filo che costituisce la parte trasversale del tessuto.

schema del telaio in cui si evidenza la trama

 Deriva dal latino classico trama. Chierese: trama.