IL DIRETTORE DELL' ARCHIVIO STORICO DI CHIERI, DOTT. FILIPPO GHIRARDI

 

Al dott. Filippo Ghilardi, direttore dell'archivio storico fino al 2001, noi della Quarini dobbiamo molto, perché negli anni 1998/99 aiutò i nostri compagni a lavorare sul censimento del 1936. Scrive la nostra insegnante R. Perilongo nell' opuscolo realizzato su di lui dal Comune di Chieri nel 2004:

"Lui li faceva sedere ai tavoli, poi, consegnato il materiale, non si allontanava quasi mai per fare altro; leggeva con loro, correggeva gli errori, sorrideva alle loro domande infantili. Li aiutò a  capire come era strutturato e formulato un censimento di quei tempi, ad elencare e conoscere i tipi di mestieri come erano segnalati; a verificarne la distribuzione quantitativa evidenziando quelli del settore tessile. E si capiva che era felice, e i ragazzi capivano che quell’uomo e quel luogo erano degni di rispetto, e si comportavano bene, e man mano che la ricerca andava avanti, si interessavano sempre di più.Nelle sue conclusioni, un alunno poco amante dello studio ma felice di uscire da scuola per poi ‘comprare la pizza”, scrisse che se all’inizio il lavoro lo aveva trovato noioso e difficile, “con l’aiuto del professore dell’Archivio, anziano ma simpatico”, lo aveva poi trovato interessante, perché gli aveva  permesso di “conoscere i nomi di mestieri che oggi non si praticano più (es.: carrettiere, cenciaiolo, calderaio, bastaro, accenditore di fanali...), e di capire quanto è importante la tessitura nella nostra città’…” .

Ecco la sua biografia:         

Filippo Ghirardi nasce a Orbassano il 7 maggio 1918, secondogenito di Felicita e di Ernesto Ghirardi. Frequenta le scuole elementari ad Orbassano e le medie a Lanzo, In un collegio dei Salesiani. Si trasferisce quindi nel 1936 con la famiglia a Riva presso Chieri, dove il padre è segretario comunale,e frequenta il liceo Balbo a Chieri.Dopo il diploma, si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza. La guerra interrompe bruscamente i suoi studi. Dopo aver frequentato ad Asiago il corso allievi ufficiali, fa parte del battaglione San Dalmazzo secondo reggimento alpino della divisione Cuneese, con il quale parte da Cuneo il 2 luglio 1942 alla volta della Russia. Fatto prigioniero, vive le drammatiche vicende del conflitto nel campo di prigionia, da cui rientra in Italia soltanto il 7 luglio 1946. Nel  frattempo, già orfano della madre, perde anche il padre morto durante la sua lunga prigionia. Assunto alla Fiat come funzionario con compiti di gestione del personale, sposa il 12 luglio 1947 Teresina Tabarrani, che aveva conosciuto poco prima di partire per la lunga avventura bellica e da cui avrà due figlie. Si iscrive al Gruppo ANA (Associazione Nazionale Alpini) di Chieri e riprende a studiare per raggiungere nel 1950 il traguardo della laurea in Giurisprudenza, con una tesi dal titolo "La Società Popolare di San Giorgio nel Comune di Chieri".  Alla carriera professionale in Fiat affianca suoi studi di storia medievale, che lo portano ad occuparsi sempre più da vicino di Chieri. Nel 1971, dopo essersi congedato dal lavoro in Fiat, frequenta i corsi di paleografia ed archivista presso l'Archivio di Stato di Torino. Secondo Caselle, che da poco ha concluso il proprio mandato di sindaco di Chieri, lo invita ad occuparsi dell' Archivio storico del Comune. Lo fa ufficialmente dal 1974, mettendo la propria crescente competenza ed esperienza al servizio di tutti gli studiosi che si interessano delle vicende storiche della nostra città. Nel 1974 cura il glossario per il volume di Giuseppe Berruto "Le origini del Comune di Chieri". Nel 1976 un suo saggio dal titolo "Com'era governata Chieri" appare sul numero unico "Chieri oggi e domani". Nello stesso anno, viene eletto capo gruppo dagli Alpini del Gruppo di Chieri. Nel 1979, per il catalogo della mostra" Giacomo Jaquerio ed il Gotico Internazionale", allestita a Palazzo Madama a Torino, cura la presentazione della mappa quattrocentesca delle terre dipendenti dal diretto dominio della città di Chieri. Nel 1980 è tra i soci fondatori della sede chierese dell' Università della Terza Età. Nel 1982 cura personalmente il trasloco dell' Archivio storico. Già a partire dal 1977 provvede a fare opera di propaganda   fra le scuole dei distretti scolastici locali spiegando ad alunni e docenti l'importanza della conservazione dei documenti antichi rivelatori del passato storico della città. Nel 1995 scrive, insieme all'architetto Paolo Mercuri, l'importante volume "Il  monastero di Santa Chiara nella città di Chieri". Dal 1996 in poi collabora a diverse opere. Nel 2001 pubblica "La mia avventura in Russia 1942-1946". Nel mese di ottobre del 2001, il Comune di Chieri, per mano del sindaco Agostino Gay consegna a Filippo Ghirardi una targa "a ringraziamento del lavoro svolto nell'archivio storico cittadino".  Muore all' età di 84 nel 2002. Oggi l'archivio storico di Chieri porta il suo nome.