FOTOGRAFIA DEL TESSILE: MILLE ADDETTI, 83 DITTE

Da "Il Corriere" del 30 Agosto 1996, articolo di Enrico Bassignana, che ha intervistato Riccardo Beltramo e Roberto Pes, autori della ricerca.
“Il tessile a Chieri non va male, però potrebbe andare molto meglio. In ogni caso ognuno per sè, e Dio per tutti". In sintesi estrema questo è il risultato dell'indagine condotta dal laureato in economia Roberto Pes, che ha diffuso un questionario tra le 43 aziende tessili del Chierese (complessivamente un migliaio di dipendenti, "ma diminuiranno") ottenendo un tasso di risposte superiore all'80 per cento. " Fino agli anni '60 l'industria tessile era caratterizzata da bassi costi del lavoro - afferma Beltramo, che sta seguendo la tesi - Successivamente, però, questo vantaggio s'è assottigliato parecchio, anche per l'ingresso sul mercato dei paesi asiatici, con costi di manodopera ancora inferiori. La competizione, allora, doveva per forza spostarsi sui piani dell'innovazione di prodotto e di processo ma fonti Ires affermano che in Piemonte le aziende che non hanno introdotto innovazioni nella tessitura della lana sono il 67 % e l'83% nei cotonifici. Sono dati molto preoccupanti, cui si aggiunge il fatto che i servizi esterni più diffusi per le aziende cotoniere riguardano essenzialmente la consulenza giuridica, fiscale e finanziaria, e in misura assai minore il contatto con i tecnici specializzati o gli esperti in commercio con l'estero".
 

La depurazione delle acque (tessitura Vasino)

 

Una fase dell'orditura (tessitura Vasino)

 


Due quadri riassuntivi:

ATTIVITA' SVOLTE DALLE DITTE TESSILI CHIERESI

  NUMERO %
TESSITURA 33 94,28
TINTORIA 3 8,57
FINISSAGGIO 1 2,85
TAGLIO E CONFEZIONE 2 5,71
STAMPERIA 8 22,85
ALTRO 1 2,85
GLI ADDETTI
DIRIGENTI 41
IMPIEGATI 199
QUADRI E TECNICI 28
SISTEMA DI QUALITA' 2
OPERAI 820
TOTALE 1090

Gli autori della ricerca riferiscono che oltre il 94% delle persone che hanno intervistato svolge attività di tessitura, spesso abbinata alla stamperia, oltre il 70% non ha collegamenti con altre imprese e quasi il 90% non dispone di un laboratorio tecnologico.
Come dimensione, oltre il 90% degli intervistati supera i 500 milioni di fatturato annuo, con un totale di addetti che supera il migliaio e la previsione di ridurre in futuro il numero degli operai per accrescere quello di quadri e tecnici, ma con saldo negativo per l'occupazione .
In tema di approvvigionamenti di materia prima, il mercato italiano è privilegiato, col 62% degli acquisti, mentre il 24% arriva da paesi extraeuropei (con prospettive future di aumento) e il resto dal continente (con una minima percentuale dall' Europa dell'Est ).
Il mercato nazionale rappresenta anche lo sbocco maggiore (62%), seguito da Cee (26%) e Nord America (12%): per il futuro però, c'é incertezza, insieme al tentativo di incrementare le esportazioni.
Sui mercati esteri, poter esportare col "Marchio Tessile Chierese" sarebbe una grande bella cosa: lo afferma il 66% degli intervistati. Ma solo il 40% sarebbe disponibile a chiedere la certificazione della produzione secondo le norme Uni Iso 9000, e questo dato è contraddittorio, se si pensa che la tipicità, per essere credibile, deve anche essere garantita.

La stamperia (tessitura Vasino)

La zona dove si tesse (tessitura Vasino)

Nell' attuale fase concorrenziale, le aziende Chieresi pensano soprattutto a contenere i prezzi di vendita e i costi della manodopera: seguono la rapidità di risposta al mercato e, solo al quarto posto , l'ampliamento della gamma produttiva. Guardando al futuro gli imprenditori tessili prevedono una contrazione della produzione a livello chierese, ma anche su scala nazionale, con una marcata minaccia competitiva da parte dei paesi a basso costo del lavoro; molti credono che sarà necessario specializzarsi su determinate linee di prodotto. In questa ottica la possibilità di consorziarsi è guardata in modo critico (17%) con sospetto (auspicabile ma non realizzabile: 44 %). I sostenitori pensano soprattutto a un marchio in comune, e all'uso consorziale .
"Non bisogna perdere l 'occasione per riflettere sul passato, e distinguere quali fattori abbiamo portato da una posizione competitiva al grigiore attuale, anche se alcune scelte condizionano la situazione odierna non hanno certo radici chieresi - riprende Beltramo - Il Museo del Tessile, pur con tutti i suoi limiti, può essere spunto per iniziative di studio, aggiornamento, formazione, impiegando anche organismi esterni alla realtà tessile locale che possono fare da collegamento con lo scenario economico mondiale".
E sul Museo, in definitiva, c'è la quasi unanimità degli imprenditori, che in gran parte accettano di farne anche un luogo di aggiornamento e formazione professionale.
Allo stesso modo gli imprenditori tessili credono che la realtà economica locale e il museo non debbano rimanere separati, anche se pochi sarebbero in grado di incrementare le collezioni e solo il 44%sarebbe disponibile a sponsorizzazioni. (Enrico Bassignana).

magazzino spedizioni in azienda tessile del chierese nell'800
 

 

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