MARCHE E CONTROMARCHE

Le marche e le contromarche avevano utilizzi diversi: le marche servivano per le pezze destinate all'imbiancheria; e le contromarche per quelle destinate alla tintoria. Per riconoscere i propri prodotti venivano fatti dei buchi sulle testane accompagnati da dei tagli o da cordicelle annodate con più nodi.
Questi metodi vennero usati nelle tintorie sino agli Anni '40, quando vennero sostituiti dai pennarelli indelebili.
Le contromarche venivano definite in diversi modi:
-"La contromarcha è  un fillo passato sovra un cantone della testa di cadauna pezza...";
-"La contromarcha è due tagli sovra un cantone di cadauna pezza...";
-"La contromarcha è una lista di pezza sovra un cantone di cadauna pezza...".

"IL MARCHIO DI FABBRICA"

Sin dalla fondazione dell'Università del Fustagno (1482) gli aderenti erano obbligati a marchiare i propri prodotti (fustagni e stoffe)con i segni stabiliti dal libro sociale.In questo modo l'imprenditore garantisce la qualità dei prodotti e assicura la misura delle pezze, la portata dei fili e la garanzia del cotone e se questi mancano era possibile essere multati.
L'articolo XXI tratta dell'incuria dell'impressione del segno alle due estremità delle pezze: "...debeat signare in ambabus capitibus fustancos de suis signis: tinctura quorum debeat esse bona orchana mixta olco" (altrove "mixta olco nucis"). Tratta dell' "Anchusa Tinctoria" che mescolato con olio d'oliva o di noce dà una tinta rossastra. La pianta trattata con ossido di piombo essicca più velocemente i colori. Nell'antichità veniva usata in tintoria per tingere di rosso e mescolata con l'alcool; l'orcana si colora di violetto e diluito nell'acqua acquisisce una tinta sul viola- blu. Invece, trattata con l'acido acetico danno un colore rosso coccinella. Così erano visibili i "signa" (segni), che non dovevano essere cancellati durante l'imbiancatura della pezza. Chi non rispettava questa regola doveva pagare 10 soldi astesi, metà al denunciante, l'altra metà a vantaggio dell'Arte. Secondo l'articolo XXIII chi commercia pezzi di fustagno non segnate con il marchio ai due capi rischiava 5 soldi astesi per la corta  e 10 per la lunga. La sanzione viene sempre versata per metà ai denuncianti e per metà all'Arte. Secondo l'articolo XLV prevedeva una multa di 25 lire per chi usava marchi non propri. Chi non denunciava per iscritto i propri dipendenti e per le contraffazioni delle marche e il possesso di più di tre di esse, veniva punito con sanzioni diverse.

 


Dal 1482 ci furono diverse modifiche ed aggiunte agli Statuti:
- nel verbale del 2 febbraio 1502 fu stabilita la misura fissa dei fustagni, che devono essere di 44 rasi per la pezza lunga e di 22 per quella corta. Si fa obbligo di       segnare la pezza in tutte le testane con l'inserimento di due "ghinelle" (fili di cotone).
- Il 27 ottobre 1510 i soci si riuniscono per riformare e rinnovare i segni nel libro sociale, in modo che non ci siano segni uguali.
-L'11 febbraio 1511 ogni socio deve depositare e descrivere i propri segni "marcandoli" nel Libro Signorum entro otto giorni altrimenti perdevano la priorità nell'iscrizione. Questo impegno venne ripreso il 4 aprile del 1514.
-Ai primi di gennaio 1580 vennero fatti alcuni controlli da degli ufficiali dell'Arte.
-Nel gennaio 1580 venne convocata la "Congregatione delli mercanti de l'arte et esercitio dei fustagni", per evitare futuri inconvenienti come quello avvenuto nei primi di gennaio nello stesso anno. In questa riunione si provvede a restituire il materiale confiscato, ma prima dovettero pagare una sanzione.

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