DALLE ORIGINI AL MEDIOEVO

I primi reperti dell'industria tessile nel Chierese sono davvero antichi. Infatti, durante alcuni scavi fatti nel 1958 nella regione della Maddalene, tra l'altro, vennero alla luce, dei contrappesi in laterizio in uso all'epoca romana per telai tessili. Da secoli la città di Chieri è fiorente per industria e commercio, ma pressoché nulla si conosce dell' attività tessile chierese prima del XV secolo, poiché i documenti pubblici prestano attenzione a questo settore economico quasi esclusivamente per imporre dei dazi o divieti e vincoli (dettati dalla necessità di evitare che alcune fasi della lavorazione, quali la macerazione della canapa nei "canapai", la sbianca nelle "imbiancherie" e la tintura, inquinassero i corsi d'acqua), ma mai si soffermano sulla qualità dei prodotti.
Il primo atto commerciale risale al 22 luglio 1194, quando fra Chieresi ed Astigiani si convenne la reciproca esenzione dai pedaggi e la libertà delle compere e delle vendite. Nel 1203, il Comune di Chieri acquistava dai Templari casa e terreno in S.Martino di Gorra (Villastellone), dove si fecero piantagioni di canapa per uso tessile. Sappiamo che nel secolo XIII la comunità attraversava un periodo di gravi e complesse difficoltà economiche per cui, accanto all'agricoltura ed al commercio delle pelli, i cittadini cercarono di incrementare la tessitura che, per tradizione secolare, era già attuata con qualche successo da pochi facoltosi, con lo sfruttamento delle fibre vegetali nostrane, il lino e la canapa, prima ancora che, con le prime crociate, venisse introdotta nelle nostre terre, dall'Oriente, una nuova fibra tessile: il cotone.
Inoltre, l'abbinamento operato dagli artigiani Chieresi tra il cotone e un particolare tipo di lavorazione, diede origine ad un prodotto apprezzato, poiché pesante e resistente: il fustagno. Dalla metà del XV secolo in poi il fustagno chierese, ulteriormente caratterizzato, riuscirà ad imporsi sui mercati internazionali.
Il primo documento scritto in cui è fatta menzione della tessitura del cotone in Chieri, si trova in una nota del 30 aprile 1306, dove si parla di dazio, che veniva riscosso su varie specie di merci, tra le quali è pure menzionato "il fustagno", gravato da un dazio di 11 soldi viennesi per “somma", imposta che sarà abolita pochi anni dopo con gli statuti civili del 1313, in cui si sanciva la libertà e la sicurezza del mercato chierese. Il Comune allora iniziò un'epoca di magnifica prosperità economica, alla quale contribuirono in gran parte sia le manifatture di stoffa che vi fiorivano, rinomate ormai anche all'estero, sia i traffici come gli scambi commerciali che non pochi facoltosi impresari chieresi avevano organizzato nei più importanti centri d'Europa, dove, con vera intraprendenza, a somiglianza dei Genovesi e dei Fiorentini, avevano aperto istituti di credito o banche, detti, nel gergo locale,”Casane”. Tra i comuni piemontesi il primato della ricchezza spettava addirittura a Chieri, che aveva raggiunto, sin dall'inizio del ‘300, il massimo grado di benessere per quei tempi.


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