Una "Pia Società" dei Lavoranti in Stoffe"

Tratto da Centotorri "Il telaio racconta"

Verso la crisi delle corporazioni tessili: nuovi Statuti a metà dell'800, disciplinano in modo minuzioso aspetti puramente formali. Lo scopo principale della "Pia Società dell'Immacolata Concezione" è festeggiare la sua patrona, "onde ottenere, mercè la possentissima di Lei intercessione, favori e grazie per la vita presente e la gloria eterna del cielo".

"Capitoli e Regole della Pia Società dei Lavoranti in Stoffe della Città di Chieri sotto il patrocinio dell'Immacolata Concezione di Maria SS.ma"

L'anno del Signore milleottocentocinquantasei, alli ventotto del mese di gennaio, Pia Società de'Lavoranti Stoffe della Città di Chieri, già da più secoli esistente in detta Città sotto lo speciale patrocinio di Maria S. ma Immacolatamente Concetta, avendo smarrito li antichi fondamentali capitoli della prefata loro Società e volendo in seguito alla dogmatica deffinizione dell'immacolato concepimento dell'augusta Patrona dell'loro istituto devenire allo stabilimento di detti capitoli per norma e buon regolamento di essa, li consiglieri rappresentanti la medesima Società si radunarono tutti al consulta in data d'oggi, e come universale approvazione e plauso di tutti adottarono le seguenti regole, che utilmente sottopongono all'assenso ed approvazione dell'Eccellenza V.Ill.ma e Rev.ma onde in avvenire servir debbano alla suddetta Società di norma invariabile e della più esatta loro osservanza.

Della Società in Generale

La Pia Società dell'Immacolata Concezione di Maria S.ma comprende e si estende a tutti i singoli li esercenti la tessitura di stoffe nel distretto delle diverse Parrocchie della Città di Chieri. Lo scopo principale della predetta Società si è di festeggiare, quanto più si può degnamente, l'Immacolato concepimento di Maria S.ma, loro speciale patrona, onde ottenere, mercè la possentissima di Lei intercessione, favori e grazie per la vita presente e la gloria eterna del cielo. La Società senza speciale autorizzazione del Rev.mo signor Superiore Ecclesiastico, non potrà nè dividerci nè erigersi in altra compagnia, nè motare il proprio protettorato. Nel caso poi che il prelodato Rev.mo signor Superiore Ecclesiastico credesse opportuno dividere in ragione delle Parrocchie esistenti in Chieri la premenzionata Pia Società, allora la divisione d'ogni cosa spettante ad essa si farà in proporzione del numero dei soci esistenti nel distretto di ciascuna Parrocchia. La Società verrà sempre ed in ogni cosa rappresentata ed amministrata dall' ordinario di lei Consiglio composto di dodici consiglieri, d'un tesoriere e di quattro priori o sindaci annuali , e li predetti officiali (ad eccezione però de'Priori annuali) dureranno in carica sinchè, o per volontaria loro dimissione, o per meritata  espulsione, non verranno surrogati da altri signori, tutti eligendi dal seno della Società. Li prenominati impiegati saranno tutti obbligati a presentare la opera loro gratuitamente ( meno però li colettori, cui verrà corrisposta per cadun individuo un'indennizzazione non maggiore d'una lira ad un giorno di questua).Affinchè le deliberazioni del consiglio abbiano forza di obbligare la Società,è indispensabile riportino le due terze parti dei votanti presenti i quali dovranno essere almeno in numero di sette, compreso il tesoriere. Ogni detrminazione presa in privato convegno dai Soci, ad insaputa contro volontà dell'ordinario consiglio sarà di niun'effetto, e li cospiratori verranno corretti, od anche espulsi, come il Consiglio vederà del caso. Il luogo destinato destinato per le congreghe del Consiglio sarà una stanza attigua a quella Chiesa in qui si farà la Festa della Pia Società coll'intervento del Superiore della prefata Chiesa il quale avrà ivi solo la sorveglianza, e non il voto. In difetto poi di tale locale, servirà per sala delle ordinarie congreghe l'istessa casa venne Consigliere più anziano della Società. Li fondi della Pia Società ( tranne la scorta annuale commessa al tesoriere) come pure le scritture di credito e libri d'ordinati, verranno chiusi e conservati in un particolare armadio della Chiesa in cui si fa la festa, sotto due chiavi una delle chiavi sotto quali si consegnerà al Superiore della Chiesa, e l'altra  al Consigliere più anziano, apponendovi all'armadio la seguente insicrizione: Cassa della Pia Società della Immacolata Concezione di Maria S.ma. Sarà cura speciale del Consiglio di formare presentemente, e di rinnovare in ogni anno un esatto inventario di tutti li mobili, ornamenti, libri, scritture e fondi spettanti alla Società, facendo risultare per coppia doppia da applicarsi una al libro degli ordinati e l'altra a quel del tesoriere, quindi vegtliare affinchè la Società non venga ad essere lesa in alcuno dei suoi diritti.

Dei Socii in Generale

Tutti li individui domiciliati nel distretto d'alcuna delle parrocchie di Chieri ed esercenti il mestiere di tessitori di stoffe hanno il diritto di appartenere alla Pia Società, e di venire eletti secondo l'opportunità agli ufficii che compongono il consiglio ordinario. E' dovere dei socii prestare rispetto ed obbedienza al consiglio ordinario, e di promuovere il decoro, l'incremento e il vantaggio della loro Pia Società. E' parimenti strettissimo dovere dei socii di menare una vita morigerata e cristiana, essere assidui alle funzioni parrocchiali, frequentare i Santi Sacramenti attendere al lavoro e rassegnarsi con cristiana pazienza agli incomodi del faticoso loro mestiere. E' rigorosamente proibito ai socii di darsi all' ubbriachezza, ai litigi, alle bestemmie od a qualunque altro vizio contro la Santa Legge di Dio, alle leggi di Santa Madre Chiesa, od ai doveri del proprio stato. Qualunque dei socii che osasse contravvenire alli premezionati suoi doveri, se dopo caritatevole ammonizione del consigliere anziano non cerca d'emendarsi, potrà l'ordinario consiglio espellirlo dalla Società.

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Della Festa dell' augustissima patrona della Pia Società e dei Suffragi ed altri onori funebri per i socii defunti. La Pia Società de'Lavoranti in stoffe della città di Chieri  non potendo solennizzare la festa della speciale loro padrona nel giorno otto del mese di dicembre, in cui propriamente cadrebbe la festa dell'Immacolato Concepimento di Maria S.ma loro patrona, per la coincidenza in detto giorno d'altro festeggiamento promosso dalli Signori Fabbricanti o Padroni di bottega, la Società predetta determina di fissare in ogni anno la loro festa nella domenica tosto susseguente, vale a dire nella domenica fra l'ottava dell'Immacolata Concezione di Maria Santissima col rito infraspiegato. Essendo mente della Pia Società di solennizzare nel modo il più edificante la festa della speciale loro patrona, intende così fin d'ora di escludere della predetta solennità ogni intervento di musicale apparato, come pure ogni altra fragorosa dimostrazione, concentrandosi nel promuovere il più solenne possibile apparato della Chiesa, maggior numero di celebrazioni di messe e maggior frequenza ai Santi Sacramenti. La Chiesa, il modo e le spese concernenti a detta solennità verranno stabilite e determinate ogni anno dal Consiglio ordinario d'accordo con i priori annuali in proporzione del loro fondi o prodotto di questua Nella mattina tosto seguente alla premenzionata Festa si farà cantare una Messa solenne da Requiem cogli assistenti in suffragio delle anime di tutti i soci predefunti, indi si darà commissione d'altre ventiquattro messe lette in ogni anno in suffragio delle anime dei soci morti nell'annata antecedente. In caso di morte d'alcuno degli officiali della Pia Società, tutti gli altri membri del Consiglio dovranno intervenire alla sepoltura pregando per l'anima del povero trapassato, morendo poi un semplice socio, la società avendo sempre in pronto 4 torchie fregiate del glorioso emblema dell'immacolata concezione, le spedirà per l'accompagnamento alla sepoltura del socio defunto. Le premenzionate torchie d'accompagnamento si conserveranno sempre  presso il consigliere più anziano, il quale dovrà consegnare solamente per le sepolture dei soci. ( Tra i firmatari : Durando Giuseppe, Scalafiotti Luigi, Pavia Tommaso, Colomiatti Michele, Menzio Michele, Crivello Pietro, D. Burzio, Giovanni Carlo scrittore e testimonio).

Prelevato da:

 IL TELAIO RACCONTA

Supplemento al n. 3/99 di Centotorri  Programmi  

Direttore responsabile

Gianni Sangalli

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