La passamaneria a Chieri

A Chieri iniziò tutto nel 1946 dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando fu ideato un tessuto denominato genericamente “tenda a rete” fatto con quattro fili intrecciati e tanti buchi, che veniva prodotto con macchine a crochet della ditta tedesca “Key”.   Allora, qualche vecchio passamantiere disponeva già di queste macchine originali che erano impropriamente chiamate telai. E Chieri deve questo sviluppo al caso: la Key che deteneva il brevetto mondiale venne distrutta a Lipsia ed ubicata nell'Est della Germania decisa dai grandi statisti vincitori.

L'intraprendenza dei chieresi, la coincidenza e l'esigenza del mercato fecero il resto. Era un periodo che qualsiasi nuovo genere di tessuto aveva un riscontro positivo. La richiesta era tale che un meccanico ciclista, spronato da un imprenditore  altrettanto lungimirante, decise di copiarne i movimenti e riprodurne un prototipo   che ebbe un successo insperato. Non si conosce il numero di quante macchine furono prodotte, ma si sa che andavano a ruba e che venivano pagate anticipatamente per averne il vantaggio e la precedenza nella consegna.

Il meccanico, Giuseppe Elia, aveva un piccolo negozio in piazza Angelo Mosso angolo via S. Carlo. Uomo dotato di un'intelligenza non comune trasformò la sua "boita" trasferendosi prima in via Martiri della libertà, poi con un nuovo stabilimento all'inizio della strada di Valle Ceppi. I locali esistono anche oggi, ceduti a terzi con lavorazioni meccaniche differenti.

A Chieri ebbe allora una grande richiesta con un proliferare di piccole aziende che iniziarono questa nuova attività. Il tutto ebbe la vita lavorativa di una decina d’anni finchè il mercato fu saturo e come in tutte le cose ebbe il suo declino.

Solo pochi resistettero trasformando la loro produzione in passamaneria che ebbe ancora il suo successo in Italia ed all’estero per molti anni.

 

La passamaneria Le origini della passamaneria indice Le macchine I prodotti boom