GLI ARTICOLI DE "L'ARCO"

Il suggerimento di utilizzare i prigionieri austro-ungarici per la manodopera nelle campagne venne da due articoli comparsi su "L'Arco", settimanale chierese di cui riproduciamo la testata.  Il primo degli articoli comparve sul numero di  SABATO- DOMENICA 9-10 FEBBRAIO 1918;  l'altro, che definiva l'argomento "di scottante attualità", comparve sul numero di SABATO 16 DOMENICA 17 FEBBRAIO1918. La richiesta era per trecento persone: ne arrivarono solo quaranta.

Abbiamo riprodotto i due articoli, consultabili cliccando sul logo del numero interessato.

SABATO- DOMENICA 9-10 FEBBRAIO 1918

SABATO 16 DOMENICA 17 FEBBRAIO1918

 

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PER LA MANO D'OPERA AGRICOLA

 ARCO SABATO- DOMENICA 9-10 FEBBRAIO 1918

Riceviamo:<< Provideant Consules. E' dovere imprescindibile della nostra amministrazione comunale di fare al più presto tutte le pratiche necessarie presso le Autorità civili e militari per avere un buon numero do prigionieri di guerra per adibirli ai lavori agricoli e ciò onde aver braccia sufficienti senza grave spesa.Nel numero precedente abbiamo parlato di 300 prigionieri ma forse saranno pochi, quindi sarà meglio che il Comune ne domandi un  numero maggiore, data l'ampiezza del nostro territorio, per cui sarà necessario che i prigionieri siano divisi in più sezioni ed anche allogati in locali dai quali possono in breve ora  recarsi al lavoro, così il numero  maggiore potrebbe allogarsi nei locali nell'ex- molino Rey, una sezione in qualche cascinale verso Pessione, un altra verso Madonna della Scala  e così via dicendo.

 Abbiamo già detto che si possono utilizzare chiese che non si officino che qualche volta all'anno, case vuote, cameroni  e anche tettoie, perchè andiamo verso la bella stagione e non fa più freddo. Nella provincia di Porto-muarizio furono quasi dappertutto adibite ad alloggio le chiese campestri, ed è così che 4 o 5 soldati con un caporale bastano per la sorveglianza di 30 oppure 40 prigionieri.

Là alcuni municipi si sono provveduti a loro spese di badili, bidenti, zappe, picconi ecc..., perchè è cosa assai difficile che un proprietario possa avere utensili per 8 o 10 persone, e tali Comini li locano per tenuissimo compenso ai proprietari che richieggono  l'opera dei prigionieri e, per quanto il nolo di tali utensili sia tenue assai,pure alla metà dello scorso gennaio questi Comuni erano quasi al coperto del prezzo di costo degli utensili, per cui si pensava già di ribassare il costo del nolo. Perchè non potrebbe fare altrettanto il Comune di Chieri dal momento che è difficile trovare proprietari o coloni che abbiano utensili per otto, dieci ed anche più lavoratori? Il Municipio in meno di cinque mesi sarebbe rimborsato del costo di tali utensili, che continuerebbe poi ancora a locare, per venderli poi convenientemente a guerra finita.      

                         

 

 

 

 

 

MANO D'OPERA PER L'AGRICOLTURA

DALL'ARCO DI SABATO 16 DOMENICA 17 FEBBRAIO1918  

Ritorniamo sull'argomento che è di scottante attualità. E, poiché non ci consta che fino a questo momento l'Autorità comunale di Chieri abbia fatto alcun passo per ottenere l'efficacissimo concorso dei prigionieri di guerra, temiamo fortemente che la mano d'opera per l'agricoltura sarà nella prossima primavera insufficiente alla bisogna.

Moltissimi proprietari si sono affrettati per ottenere ai loro figli o capi di casa esoneri e licenze agricole, ma è d'uopo convenire che non tutte le domande possono essere accolte, perchè i riparti militari di prima linea al fronte non si possono toccare e tutti converranno facilmente che prudenza consiglia di non assottigliare troppo i riparti di seconda linea e quelli degli approvvigionamenti.

Quindi è certo che non tutte le domande possono essere accolte e che molti non potranno ottenere né l'esonero né la licenza agricola. D'altronde è facile pensare che, se l'opera di un uomo è utilissima nelle piccole proprietà che non contano più di dieci o quindici giornate di terreno coltivo, torna veramente insufficiente per le più grosse proprietà.

Abbiamo veduto che nel riparto delle licenze agricole nella vicina provincia di Alessandria, furono accordate al circondario di Asti che conta una popolazione che si avvicina ai 200 mila abitanti, solo 420 licenze agricole per i mesi di Marzo ed Aprile. Quante se ne otterranno per Chieri, la cui popolazione non raggiunge i 16 mila abitanti? Certamente non più di una quarantina.

Ma questi 40 uomini saranno insufficienti alla bisogna, ed è per questo che insistiamo perchè nell'interesse dell'agricoltura si cerchi di ottenere l'opera dei prigionieri di guerra come con savio provvedimento si è fatto in molti Comuni e come ora si fa nella vicina provincia di Cuneo, ove i desideri dei Comuni vennero appoggiati da deliberazioni e istanze anche di quel Consiglio Provinciale.