IV novembre 1918-2008

 

 in onore dei caduti  
     
 

in difesa

 della pace 

Il senso del nostro lavoro è riassunto da queste parole che condividiamo

"Nell' Europa in cui sono cadute le barriere fra le Nazioni, in cui tutti si percepiscono come figli della stessa terra, anche il ricordo dei caduti su fronti opposti si ricompone in un unico sentimento. Per tutti, i morti di allora non indossano più casacche diverse, ma si propongono come testimoni-vittime di un modo sbagliato di regolare le contese fra Nazioni, come monito perchè ogni divergenza si ricomponga nel dialogo. Non è, per questo, fuori luogo rievocare i 90 anni della fine della prima guerra mondiale unitamente ai 60 anni della promulgazione della nostra Carta Costituzionale. Significa ricordare che non furono sufficienti i milioni di morti che si contarono nel 1918 sui campi di battaglia, per affermare la necessità di ricomporre le divergenze con metodi pacifici, tant' è che dopo solo 20 anni l' Europa riprese le armi per ripercorrere la stessa nefasta esperienza. Significa ricordare che solo con la nascita di una coscienza democratica, con l ' entrata sulla scena politica di tutte le classi sociali, si pose mano all' autodeterminazione del nostro popolo che, nel parlamento, riscrisse le regole per una convivenza basata sugli interessi della collettività. Perchè quelle morti non siano state vane, perchè la Costituzione continui a proteggerci dal ritorno di pericolosi autoritarismi, è necessario che ognuno di noi vigili,consapevole che la pace è una condizione che va difesa giorno dopo giorno."

Il sindaco di Chieri Agostino Gay

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