Macchina jacquard

Il telaio a mano con macchina jacquard è un'evoluzione del telaio tradizionale, e prende il nome dell'inventore francese jacquard che lo brevettò nel 1801, per la fabbricazione dei tessuti operati.

I tessuti operati sono caratterizzati da forme e figure decorative (stilizzazioni di fiori, piante, animali o figure geometriche ottenute con l'intreccio di più orditi e trame in genere di colore diverso tra loro. Erano necessari perciò telai con un gran numero di licci e perciò con meccanismi tanto più complicati per il comando quanto più elaborati erano i disegni da riprodurre.

Infatti per ottenere questo genere di tessuti è necessario che un gran numero di fili d'ordito abbiano movimento indipendente fra loro affinché possono, mediante le opportune evoluzioni, modellare le forme stabilite da disegnatore di tessuti.

Il telaio a licci non può realizzare questa condizione il quanto i fili passati nelle maglie di uno stesso liccio muoveranno sempre insieme e poiché il numero massimo di licci usabile e di 10-12 nei telai  a mano mossi da pedali di 24-30 nei telai a licci con "ratiere" le possibilità di evoluzione dei fili d'ordito sono molto limitate.

La macchina Jacquard è costituita essenzialmente da un sistema di arpini verticali collegati ai fili dell'ordito e ad altrettanti agli orizzontali  che, muovendosi spostano parte degli arpini dalle loro posizioni in modo che una serie di sbarrette  o coltelli può agganciare, alzandoli, i soli alpini rimasti verticali; si apre così il passo di ordito secondo lo sviluppo del disegno pre-stabilito. Il movimento degli aghi è regolato da cartoni sostenuti da un prisma e perforati in modo da riprodurre disegni dalle forme più varie e complesse. Il prisma con il cartone batte contro gli aghi, lasciando immobili quelle che vengono a trovarsi in corrispondenza dei fori.

Successivamente furono apportati a questa macchina numerosi perfezionamenti; nelle sue più moderne versioni in luogo dei cartoni  si trovano dispositivi a comando indiretto, anche a elaborazione elettronica, con trasposizioni automatica di qualsiasi disegno.

Schema di comando jacquard:

1 arpini, 2 aghi, 3 fili di ordito, 4 maglie da licci, 5 coltelli, 6 griffe, 7 cartoni forati, 8 prismi di sostegno dei cartoni.

Vediamo in dettaglio come avviene l'alzata dei fili di ordito: ogni filo è passato in una "maglia" la quale è collegata ad un arpino attraverso una cordicella.

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Perpendicolarmente ad ogni arpino, si trova un'asticciola d'acciaio (ago) alla quale l'arpino è collegato mediante un occhiello e alla sommità è provvisto di un beccuccio che ha la possibilità di agganciare in una serie di lame metalliche.

Ad una estremità gli aghi sporgono da una tavoletta munita di una serie di fori (tanti quanti sono gli aghi).