Piera Casalegno

orditrice

-Cognome e nome: Casalegno Piera.

-Data e luogo di nascita: 29/6/1926, Chieri.

-Che lavoro (o quali lavori) ha fatto nella sua vita? Dopo i 21 anni, ho fatto sempre l'orditrice; prima, ho lavorato in campagna.

-Dove ha lavorato?Come dipendente presso la tessitura F.D.V. (Fratelli di Domenico Vergnano).

-Per quanti anni ha lavorato? Per 34 anni meno qualche mese. Dal 1947 al 1981.

-Quanti anni aveva quando ha iniziato a lavorare? Ventuno, ho cominciato dopo la seconda guerra mondiale.

-In famiglia, chi lavorava come Lei in tessitura? Nessuno, lavoravano tutti in campagna.

-Ha svolto altre mansioni nella sua vita? No, dopo la pensione mi sono data da fare, ho fatto volontariato un giorno alla settimana al "Cottolengo" e poi assistevo a Torino una zia novantenne .

-In che cosa consisteva il suo lavoro? Il mio lavoro cominciava col caricare la cantra; poi c'era il cavalletto, dove passavano i fili, e quindi un altro pettine dove si faceva l'invergatura: i fili, dopo l'invergatura, dovevano rimanere in ordine, allineati. Quindi passavano in un altro pettine. Si doveva poi fare il conto delle sezioni (e questo veniva fatto dall'orditrice) per rispettare l'altezza del tessuto; poi si attaccavano le sezioni sul tamburo dell'orditoio, facendo ben attenzione che fossero le une vicino alle altre ma che tuttavia non si sovrapponessero. La situazione diventava un po' più complicata quando il cavo non era tutto dello stesso colore, ma si dovevano alternare fili di colore diverso. Quando il cavo era pronto, si portava il subbio al telaio e si annodavano i fili al subbio partendo dalla invergatura. Io ho lavorato con diversi tipi di orditoio: sull'orditoio Gabaldini, sull'orditoio Stella, sull'orditoio Giovanelli e, nell'ultimo periodo, sull'orditoio Verbanese. Quando sono entrata in fabbrica ho quasi subito cominciato a fare l'orditrice sono stata alle bobine i primissimi giorni; questo lavoro mi è sempre piaciuto e l'ho sempre fatto con passione anche se era "noioso" (richiedeva attenzione). Facevo popeline e tessuti di arredamento molto più complessi di questi attuali. L'ordito di solito era di cotone e la trama varia: seta, cotone, ecc.... Oggi la fabbrica dove lavoravo fa molti tessuti per la FIAT.

-Quante ore lavorava alla settimana e al giorno? Alla settimana 55 ore, al giorno 10 ore; ho fatto sempre il turno normale: 7-12, 14-19.

-Era pericoloso o faticoso il lavoro che svolgeva? Con un certo tipo di orditoio era pericoloso: il cavo si tirava giù davanti e bisognava fare attenzione a non lasciarci le mani; poi è stato sostituito e tutti gli orditoi avevano un meccanismo diverso.

-In che cosa il suo lavoro era diverso da quello che attualmente fanno i suoi colleghi? Il lavoro è molto simile, ma oggi c'è il computer; io invece le sezioni le iniziavo tutte a mano.

-Ha dei ricordi?. Ho buoni ricordi del periodo trascorso in fabbrica; sono sempre andata d'accordo con tutti, il datore di lavoro era una persona gentile e giusta. Ci ha accompagnati molte volte in gita a Roma, a Rapallo in Svizzera e a Venezia. Io dopo la gita in Svizzera, non volevo più assolutamente partecipare, perché ero stata male a causa del pullman e devo proprio ringraziare l'insistenza e la decisione del proprietario che mi ha quasi costretta ad andare alla gita successiva, perché non mi sarei mai più mossa da casa. Voleva anche che provassi a prendere la patente, ma io non volevo e adesso me ne pento. Quando lavoravo io era una grande fabbrica, c'erano cento operai. Sono state fatte anche delle feste: una per i venticinque anni della fabbrica e una per il cinquantenario.

-Ricorda nomi di suoi compagni di lavoro o di lavoratori particolarmente apprezzati e bravi? Ricordo bene Tilde Fasano, che era il capo del settore orditura, Ernesto Costella, il capo dei telai, Piero Gay, il capo dei telai prima di Costella.

 

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