Maria Teresa Vitrotti

bobinatrice

-Cognome e nome:Vitrotti Maria Teresa.

-Data e luogo di nascita : 1934, Chieri.

-Che lavoro (o quali lavori) ha fatto nella sua vita ?: Bobinatrice, spolatrice, tessitrice.

-Dove ha lavorato ? Nella tessitura “Figli di Domenico Vergnano”.

-Per quanti anni ha lavorato ?: 18 anni, dal 1948 al 1966.

-Quanti anni aveva quando ha incominciato a lavorare ? 14 anni.

-In famiglia, chi lavorava come Lei in tessitura?: Mia mamma e mia sorella,mia mamma come bobinatrice e mia sorella fin dall'inizio come tessitrice ”nei telai".

-In che cosa consisteva il suo lavoro?: Nella ditta in cui lavoravo si facevano copriletti; arrivavano le matasse di cotone o di seta (matàsa, marèla) e con l'aspa, che si poteva allargare e ristringere a seconda della misura delle matasse, si facevano delle rocchette, che venivano riempite, e poi la rocchetta andava a finire nell'orditoio (ordì) con il quale si faceva il "cavèss" Per svolgere le matasse era necessario prendere il "caviun", il capo giusto, altrimenti le matasse diventavano "sgarbujà" e non si poteva più svolgere tutto con il cavèss. Si preparavano i "liç", licci che venivano montati sul telaio. Lavorando al telaio, specialmente se uno va a chiacchierare con le compagne, si fa un "babi" e allora bisogna disfare filo per filo fino ad arrivare "sul giusto" e poi si va avanti. Tra i lavori che ho fatto preferivo quello al telaio perché si vedeva il lavoro finito, e poi c'erano stoffe bellissime e bellissimi disegni.

-Quante ore lavorava la settimana e il giorno?: Alla settimana 48 ore, al giorno 8-10 ore; dipendeva però dalle commesse : a volte si lavorava dalle 7 alle 12, dalle 14 alle 18 o alle 20 secondo la necessità.

-Era pericoloso o faticoso il lavoro che svolgeva ? :quello della tessitrice, tutt'e due, perché se uno non stava bene in centro poteva essere colpito dalla navetta.

-In che cosa il suo lavoro era diverso da quello che attualmente fanno i suoi colleghi ? Quello della tessitrice era molto diverso : era un lavoro che si svolgeva a mano; è vero che i telai erano azionati dalla corrente elettrica, ma il resto era molto più manuale. Io ero addetta ad un solo telaio (c'erano 40 telai); oggi ne devono controllare anche 10 ; naturalmente sono tutti automatizzati, c'è persino il computer e i babi non si formano più. Anche quello della bobinatrice non aveva i mezzi computerizzati di oggi.

-Ha dei ricordi?: Tanti ricordi bellissimi! Si lavorava molto bene, ci aiutavamo a vicenda ; quando ci troviamo per Chieri ci salutiamo e parliamo dei bei tempi: eravamo come sorelle. Il datore di lavoro era molto bravo e comprensivo anche con le persone più anziane; le spolatrici erano spesso tessitrici che non potevano più "stare nei telai”. Noi giovani di 14 anni ci fermavamo un'oretta o due dopo il lavoro per preparare le spole, per dar la possibilità ai telai di lavorare. A Natale il padrone ci regalava il grembiule nero con il colletto bianco che usavamo per lavorare ; gli uomini avevano giacca e pantaloni blu. Al primo maggio regalava a tutti noi una gita : al Lago Maggiore, a Rapallo; nell'anno Santo, (1950), ci ha portati a Roma una settimana.

-Ricorda nomi di suoi compagni di lavoro o di lavoratori particolarmente apprezzati e bravi? Il capo era Piero, piuttosto anziano e serio; Ernesto, Renzo, Franco e Domenico erano "cariaròlo" : facevano i meccanici. Nelle bobine e spole c'era Tilde, una signora che ci voleva tanto bene.

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