La magica cetra

 

ispirato ai quadri:

"Ione e Nidia"

di

Federico Boldarelli

"Saffo"

di

Andrea Gastaldi

"Ulisse salvato da Nausicaa"

di

Massimo d’Azelio

"L’attrice Virginia" di

Giacomo Grosso

autrici:

Francesca Manolino Francesca Quaglia Federica De Marchi  

Chiara Savio

 

Tutto accadde nell'epoca del re Alcinoo in una Polis, vicino all'isola dei Feaci nella famiglia del nobile Teudorichius.

Ancora nel fiore della giovinezza, lui si sposò nel tempio di Apollo con una nobile fanciulla di nome Ione. Insieme diedero alla luce Nidia, una splendida bambina che godette sempre di un'ottima salute .Tutta la città la considerava la favorita di Afrodite per la sua grazia e per la sua bellezza .

Un giorno a Nidia scivolò la palla, mentre giocava con le ancelle, in una delle tante stanze del palazzo. Corse dentro per riprenderla quando sentì i genitori discutere animatamente. Spaventata,poiché era la prima volta che litigavano così forte, cercò di scoprirne il motivo. Alcuni minuti dopo si accorse che la causa era una misteriosa donna: una certa Virginia!! Nidia si promise di scoprire chi fosse.

***

Nidia all'età di sedici anni essendo molto in confidenza con la madre venne a conoscenza di un suo grande segreto Un giorno infatti, mentre la stava pettinando Ione le confessò che fin dalle sue nozze, Virginia aveva perseguitato Teudorichius

Nessun uomo aveva mai ricambiato l'amore della donna, poiché veniva considerata da tutti una maga che compiva riti malefici in una grotta segreta. Per vendicarsi delle cattiverie subite,lanciò una maledizione a Ione in modo che al quindicesimo compleanno di Nidia, la madre sarebbe diventata cieca e lo sarebbe rimasta finchè un parente di sangue nobile non avesse rotto l'incantesimo. Ione per tranquillizzare Nidia ordinò alla cameriera che stava sull'uscio della camera di portarle un infuso di erbe aromatiche. La cameriera pronta al servizio di Nidia appoggiò la tazza calda sul tavolino e Nidia afferrandola scorse una pergamena . Insospettita, chiese alla madre di che cosa si trattasse e lei le rispose che era la conferma di ciò che aveva appena detto. Non convinta, nascose la pergamena sotto il peplo .Giusto in tempo poiché entrò il pittore che la ritrasse nel momento in cui alla donna si stava annebbiando la vista. Questo quadro venne trovato e riprodotto da un pittore nel 1864 di nome Federico Baldarelli. Il titolo del quadro è : "Ione e Nidia".

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In primo piano sono raffigurate Ione e Nidia:Nidia è seduta su una poltrona ricoperta da una sfarzosa stoffa di seta rossa. E’ vestita con una lunga tunica bianca scollata e i capelli raccolti sulla nuca. Vicino a Nidia c’è un semplice tavolino con un portafiori a forma di statua e un foglio di carta. Ione avvicina le mani al viso di Nidia per accarezzarla. Ione è vestita con un lungo abito blu con ricami rossi e verdi; ha sandali molto semplici a infradito, capelli sciolti senza frangia. Ione è cieca, lo si può capire perché gli occhi sono bianchi e sul pavimento c’è un bastone. Il pavimento è tipicamente greco con mosaici e dalla porta si può intravedere un cortile illuminato dal sole con una vasca centrale con capitelli corinzi.Sulla porta c’è una donna con un mantello verde che le copre parte del viso.

Spaventata, Nidia si chiuse in camera sua disperata per la sorte della madre. Cosi’, dopo ore di riflessione, decise che sarebbe stata lei a salvarla. Le rimaneva un solo problema: come rompere l’incantesimo?. Il mattino seguente, quando la meridiana non segnava ancora l’ora per via de buio, Nidia posò una lettera per la madre nella stanza dove il giorno prima aveva scoperto quel terribile segreto. Lasciando il palazzo a malincuore, prese la strada che la portava in riva al mare; il cielo era ancora scuro e le onde increspate le trasmettevano un senso di angoscia.

Dopo ore di cammino, Nidia era ormai stanca e non si reggeva più in piedi per via del lungo cammino durato tutto il giorno. Sfinita si inciampò in uno scoglio e cadendo scorse un oggetto luminoso che attirò la sua attenzione. Incuriosita lo raccolse e scopri’ che si trattava di una cetra dorata .Vediamo questa scena raffigurata in un quadro di grandi dimensioni. Il pittore ha usato dei colori chiari e scuri. Quelli chiari contrastano con quelli scuri e il tratto è morbido. Raffigura una giovane ragazza che passeggia sulla spiaggia in riva al mare, con in mano una cetra antica. E’ alta e magra con il velo bianco perlaceo molto lungo che le copre una delle caviglie. I suoi capelli sono rossi, ondulati e mossi dal vento; l’espressione del suo viso è un po’ malinconica. La sabbia su cui cammina è grigio – marrone, mentre il mare è di molti colori: a riva, è trasparente, tanto che si vede la sabbia, ma man mano che ci si allontana con lo sguardo, diventa sempre più scuro e tempestoso. Questo quadro è stato dipinto da Andrea Gastaldi nel 1872 e si intitola "Saffo".

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Ione, sopraffatta dalla stanchezza si addormentò stingendo al petto la cetra.

Durante la notte sognò la cetra che era stata da sempre l’oggetto dei suoi desideri; nel sogno un uomo misterioso componeva dolci melodie che …

***

Si svegliò all’alba al suono dell’usignolo e si rese conto di trovarsi in un’accogliente capanna dove la stava fissando un affascinante giovane che le disse:"Ti ho trovato tra le tempestose onde del mare e con la mia piccola imbarcazione ti ho portato nella mia capanna nell’isola dei Feaci ed ora eccoci qui". Nadia, colpita dal suo fascino, lo ringraziò dolcemente: "Grazie per avermi salvato la vita, mi dispiace di averti disturbato, ma mi trovo in una situazione difficile".

Dopo essersi conosciuti meglio, il ragazzo, di nome Fedeste, le propose una passeggiata e Nidia gli raccontò l’avventura che stava vivendo e i problemi che doveva risolvere. Passarono l’intera giornata sulla spiaggia confidandosi segreti e alla fine della giornata entrambi si conoscevano alla perfezione. Fu una giornata memorabile, poiché non si sa come, forse per l’atmosfera magica o forse per il romantico tramonto, fra i due sbocciò l’amore.

Tornati alla capanna, Nidia porse a Fedeste la pergamena, illuminadola con la debole luce di una candela. Improvvisamente sul retro della lettera comparvero delle parole. I due si guardarono stupiti, ma subito Fedeste le spiegò che si trattava di un inchiostro trasparente che solo alla luce e al calore di una fiamma sarebbe diventato leggibile. Le parole comparse spiegavano come sciogliere l’incantesimo: si doveva comporre una melodia talmente dolce da risvegliare l’animo di Virginia, che avrebbe così sicuramente rotto il maleficio. Così decisero di prendere lo strumento, ma dove era finito?

La cetra era scomparsa! Dopo aver passato una notte insonne, a causa della sua ricerca ,decisero di togliersi la stanchezza di dosso andando a rinfrescarsi alla sorgente, proprio nella baia dove Ulisse e Nausicaa stavano per incontrarsi.

Questo luogo è rappresentato in un quadro del 1862 di Massimo d’Azeglio intitolato:"Ulisse raccolto da Nausicaa". Rappresenta il paesaggio di un’isola con alberi rigogliosi e centenari, ai piedi dei quali si trova il mare tranquillo e limpido.

Su un alto scoglio si trova un tempio isolato dalla città. Il luogo è caratterizzato da rocce e boschi in mezzo ai quali vi è un laghetto dove le donne lavano i panni, mentre più lontano gli uomini lavorano la terra. Su una stradina, una fanciulla guida un carro e vi carica i panni lavati. Nel sottobosco la luce scarseggia poiché è ombroso e prevalgono i colori scuri, mentre nelle zone illuminate dal sole i colori sono più chiari e caldi. Il tratto è morbido e i visi e i vestiti molto semplici: sono nitidi anche se in lontananza; prevale sempre il paesaggio.

Nidia si avvicinò alla sorgente per rinfrescarsi, ma i due non videro la scena dove Nausicaa incontra Ulisse .

Infatti il masso su cui era appoggiata si ribaltò poiché era in bilico. Nidia venne trascinata in un cunicolo sotterraneo; Fedeste la seguì per salvarla e così, entrambi finirono in una grotta.

Era molto umido e silenzioso, ma in lontananza si percepiva un tintinnio. Decisero di raggiungere il luogo da cui proveniva, con la speranza di trovare una via d’uscita. Giunsero in una stanza dove vi erano delle ampolle con delle pozioni. E indovinate chi videro? La nostra nemica Virginia seduta su un divano.

Quest’ultima immagine si ispira a un quadro di Giacomo Grosso del 1896 intitolato "L’attrice Virginia Reytr". Nel quadro la figura principale è Virginia.

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E’ seduta, avvolta in un velo di stoffa arancione con fasce color oro e ricami. Il suo vestito è elegante e scollato, completamente giallo con sfumature color oro. Il suo viso è paffuto con occhi neri truccati, i capelli sono neri , corti e mossi. Il suo braccio è appoggiato su un tavolino su cui è posato uno specchio tutto d’oro e, accanto a questo, ci sono un vaso dipinto e alcuni petali gialli. Il pavimento è ricoperto da un tappeto a fiori . Lo sfondo è scuro.

Impauriti i due giovani si nascosero dietro alcune ampolle, in mezzo alle quali si trovava una cetra. La loro cetra! Ecco dov’era finita! Virginia, infatti, aveva rubato la cetra per impedire a Fedeste di usarla, essendo l’unico strumento in grado di comporre la magica melodia, che avrebbe rotto l’ incantesimo

Immediatamente Nidia si ricordò del sogno e della lettera e incominciò a intonare le dolci note della fatidica melodia. Fedeste udendola, iniziò a comporre le note accompagnando Nidia con la cetra.

Magicamente si trovarono presso l’oracolo di Apollo dove si sposarono; al loro fianco vi era Ione: i suoi occhi azzurri, finalmente guariti, poterono vedere la cerimonia..

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